sabato 30 maggio 2009

Un edificio in acciaio può crollare. Ulteriori conferme circa l'11/9

Tempo fa mi sono occupato del crollo delle Torri Gemelle, focalizzando la questione sulla plausibilità del colasso di un edificio con struttura portante in acciaio. L'articolo lo trovate qui.

Nel numero 200 di Focus, che trovate in edicola in questi giorni, l'articolo "La rivincita del legno" sottolinea come edifici in acciaio siano maggiormente soggetti a crollo in caso di incendio rispetto ad edifici di legno. Sì lo so, sembra una panzana pensando a come bruci bene il legno durante il picnic di Pasquetta, ma non sono io a dirlo. Lo dice un professore universitario ed i Vigili del Fuoco. E questo anche senza l'aiuto di un bel aereo di linea lanciato a 800 km/h con la sua dose di carburante.

Il paragrafo "Brucia, ma salva le case" di pagina 156 recita così (il grassetto è mio):

Altra caratteristica sorprendente del legno è la sua resistenza al fuoco. Difficile immaginarlo, dato che è stato il primo materiale che l’uomo ha imparato a bruciare … "una con le travi in acciaio, colpita da un incendio, cede di schianto quando l’acciaio raggiunge una temperatura tale da provocarne non la liquefazione, ma la perdita della capacità portante. Le Torri Gemelle, se avessero avuto la struttura in legno anziché in ferro, molto probabilmente non sarebbero collassate" afferma Fioravanti”.

Marco Fioravanti è docente di "Struttura e caratteristiche del legno" all'Università degli Studi di Firenze all'interno del corso di laurea in "Tecnologia del legno".

La spiegazione fisica del contro-intuitivo fenomeno la forniscono i Vigili del Fuoco nel riquadro "La vera casa ignifuga? Di legno" a pagina 157:

“Paura del fuoco? Meglio abitare in una casa di legno. Sembra un paradosso, ma, se ben costruita, un’abitazione di legno ha una resistenza al fuoco superiore a quella di una villetta in calcestruzzo e mattoni. "C’è una sostanziale differenza tra acciaio e legno: il primo non brucia, ma si riscalda molto velocemente e in modo uniforme, il secondo, a contatto con il fuoco, si carbonizza dall’esterno, preservando il suo interno da grossi danni strutturali" spiega Lamberto Mazziotti, dirigente dell’area protezioni passive dei Vigili del Fuoco. "Raggiunta una temperatura critica, l’acciaio cede di schianto, perdendo le sue caratteristiche strutturali". Ecco perché una casa in legno dopo un incendio appare come uno scheletro di travi annerite, a differenza di una tradizionale, ridotta spesso a un cumulo di macerie. "I punti critici di una casa in legno sono le giunzioni, tenute insieme da bulloni di acciaio: possono cedere, compromettendo l’integrità della struttura" spiega Mazziotti.”

Che facciamo, inseriamo l'Università di Firenze ed i Vigili del Fuoco negli enti pagati dalla CIA per sparare la vaccata dei palazzi in acciaio che non possono crollare?

Appunto.

sabato 16 maggio 2009

Lo shock continua. Qualche consiglio per i neofiti del volante.

Diversi giorni fa, mi sono occupato del caso di Jacqueline, una ragazza sudamericana orrendamente sfigurata da un'incidente stradale. L'articolo che riporta il caso lo trovare qui oltre a diversi video di campagne shock per la prevenzione degli incidenti stradali.

Rincaro la dose e pubblico questo video che sta girando da qualche tempo su Facebook. Si tratta di un collage di video, alcuni tratti dalla campagna irlandese "Pay attention or pay the price" (traducibile, fai attenzione o pagane le conseguenze) e l'australiana "Speeding - no one thinks big of you" (Correre - nessuno pensa un granchè di te).



Al di là delle immagini scioccanti con tanto di musica triste (My Immortal degli Evanescence, se a qualcuno interessa), tale video ha il merito di dare diversi consigli ai guidatori che mi permetto di snocciolare. I più esperti li troveranno scontati, ma vi assicuro che molti dei cosiddetti auto-proclamatisi assi del volante li disattendono spesso.
Se avete percorso 100 volte la via di casa a 150km/h e non vi è passato dinanzi nessun cane o gatto, è un caso. Non vuol dire che il vostro stile di guida sia sicuro e vi garantisca di portare sempre a casa la pelle, semplicemente avete avuto la fortuna di non trovarvi in situazioni spinose nelle quali non avete il 100% del controllo.

Seguendo l'ordine dei video, una guida sicura prevede certamente:
  • Evitare distrazioni. La mia ragazza ha tamponato un auto perchè si è girata ad osservare una vetrina (ah le donne) ed io stavo per fare lo stesso leggendo un'insegna. Non c'è bisogno di ballare la macarena in auto, basta poco. Tempo fa si pensava di vietare al guidatore di fumare perchè la cenere, cadendo, poteva distogliere l'attenzione dovendosi preoccupare di spazzarla via dal sedile. Parlare al cellulare è l'apoteosi perchè unisce alla distrazione anche l'impiccio di guidare con una sola mano. A meno che non siate capi di stato, nessuna telefonata è così urgente da non poter essere postposta o da impedirvi di accostare per 5 minuti.
  • Prestare attenzione ai veicoli fermi. Nel video, un guidatore tampona un auto ferma per far passare dei pedoni sulle strisce che hanno la peggio. Nonostante il video sembri invitare a moderare la velocità, tra le righe c'è un'altra indicazione a mio avviso molto più utile: evitare di sorpassare veicoli fermi, cosa che purtroppo vedo fare spesso. Se il giudatore ci avesse provato, avrebbe beccato direttamente i pedoni. Se vivete in città, con un botto di attraversamenti pedonali, fate caso a quante situazioni simili si verificano.
  • Moderare la velocità. A che serve correre? A sentirsi fighi? Fa tanto "io ho il pisello più lungo del tuo" e a meno che non siate 13enni ingordi di pornografia, dovreste aver superato questa fase. Chiariamoci, a meno che non guidiate ambulanze o dobbiate fare un viaggio in autostrada di 1000km, il più delle volte correre è inutile. Tanto dovrete sempre fermarvi a qualche semaforo o beccherete qualcuno che cammina come una lumaca creando una colonna di numerose autovetture. Inoltre il guadagno di tempo è a volte risibile. Su un tragitto di 20km, passare da una media di 80km/h ad una di 100km/h, fa guadagnare 3 minuti. Certo, il tempo è denaro, ma considerato per quante altre vaccate perdiamo tempo durante la giornata, è inutile recuperare minuti mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.
  • Allacciare le cinture. Non trinceratevi dietro il "mi dà fastidio al petto, quindi non la metto" o altre giustificazioni simili. Non ho avuto un'esperienza diretta, ma credo che un parabrezza nei denti sia molto più fastidioso e lasci qualche traccia nel vostro futuro viso. Obiezione simile al "non metto il casco, mi guasta la pettinatura". Anche un cranio sfondato non garantisce ottime acconciature. Grandissima fesseria anche il "ma tanto c'è l'airbag". L'airbag è pensato per lavorare CON le cinture di sicurezza. Senza, diventa persino pericoloso.
Sperando che a qualcuno sia venuto il mal di pancia col video, vi auguro buon sabato sera ;)

mercoledì 13 maggio 2009

Duke Nukem Forever! Dodici anni di rinvii

I videogiocatori con qualche annetto sulle spalle come me, ricorderanno certamente il mitico Duke Nukem 3D, sparatutto del 1996. Difficile dimenticare il carisma testosteronico dell'occhialuto forzuto (va là, anche la rima), le sue frasi di scherno ai nemici e le ballerine di lap-dance che mostravano il seno dando loro un bel verdone.


Se volete farvi venire il magone, eccovi un video in cui è presente il primo livello di gioco.


Siamo nell'epoca aperta da Doom, considerato il capostipite degli sparatutto in prima persona nonostante il primo sia stato Wolfenstein 3D (a molti di voi starà venendo la nostalgia suppongo). Se la memoria non mi inganna, chiedo aiuto ai più esperti, Duke Nukem 3D introdusse una rivoluzione nel genere sparatutto: si poteva finalmente saltare col personaggio.


I 12enni che oggi affollano le arene virtuali di Call Of Duty, esploderanno in una fragorosa risata additandoci come dei pivelli, ben fieri della loro grafica iper-realistica che ormai mostra anche i peli del naso, oggetti che si muovono e rotolano seguendo le leggi della fisica e via dicendo. Nell'immagine in basso, un esempio di paesaggio in Crysis, uno dei più recenti sparatutto.


In Doom non si poteva saltare, non si aveva un inventario per gli oggetti da usare durante il gioco (introdotto per la prima volta in Heretic, ormai la nostaglia scorre a fiumi), l'intelligenza artificiale dei nemici era pari a quella di un comodino e l'interazione con l'ambiente (molto più spoglio di quello proposto dai giochi odierni) era pressocchè nulla. Si poteva far esplodere qualche barile, ma nulla di più.

Per chi non lo sapesse, dal 1997 sono iniziate a filtrare notizie circa un seguito di Duke Nukem 3D, intitolato Duke Nukem Forever. 1997. Ossia 12 anni fa. E deve ancora essere pubblicato.
Questo ha consentito di eleggere Duke Nukem Forever a maggiore rappresentante del cosiddetto "vaporware", ossia quei giochi annunciati di anno in anno come imminenti ma che disattendono sempre le attese svanendo come vapore.

Dietro l'abissale ritardo, c'è soprattutto il continuo cambiamento del motore grafico (ossia, crudemente, quella parte di software che si occupa di farvi vedere le robe sullo schermo, dai nemici al panorama) per stare al passo con la tecnologia che è prossima al fotorealismo, altro che fumo e fiamme pixellose.
Nella voce di Wikipedia dedicata al gioco, trovate tutte le vicissitudini passate.
Qualche giorno fa, quella che sembrava la mazzata finale. La casa di sviluppo del gioco, la 3D Realms, ha chiuso i battenti e la casa di produzione, Take Two, non ha confermato se il gioco avrebbe visto luce in futuro o meno.

Invece, proprio stamattina mi trovo nella casella di posta la notizia che è stato difusso un trailer non ufficiale di Duke Nukem Forever mirato specialmente a mostrare la qualità delle animazioni dei nemici, del tutto soddisfacente. Insomma, le speranza non sono del tutto svanite. Eccovi il videozzo dimostrativo in cui è difficile non sorridere al mitico scontro con il bestione nel campo da football!



Allo stato attuale, non è nota una data di rilascio, ma sarò il primo a farvelo sapere. Let's rock!

lunedì 11 maggio 2009

Crollo Torri Gemelle. L'acciaio si è fuso?

Certamente molti di voi avranno sentito che circa gli avvenimenti dell'11/9 esistono le cosiddette "teorie alternative". La più comune afferma che le Torri siano state volontariamente demolite con dell'esplosivo e tutto quello che ci raccontano è una colossale messinscena dell'amministrazione Bush (al tempo al potere). In soldoni, l'11/9 sarebbe stato un auto-attentato degli USA in modo da avere una scusa per dichiarare guerra a mezzo Oriente.

Incontrai tale teoria alternativa diversi anni fa e mi fece storcere non poco il naso. Oltre all'assurdità dell'auto-attentato, se la memoria non mi inganna, le demolizioni controllate di palazzi e grattacieli partono dal basso: si minano le colonne dell'edificio "spezzandone le gambe". Le Torri, come tutti ricorderete, sono crollate partendo dall'alto, esattamente nei punti d'impatto degli aerei che hanno aperto enormi squarci.

Premessa per i pochissimi lettori di questo blog che sono scettici circa l'11/9. Per ogni dubbio, anomalia, stranezza che ho incontrato circa l'11/9, esiste una spiegazione logica e plausibile, supportata da analisi tecnico-scientifiche che non necessitano della teorizzazione di mega complotti. Anche io avevo numerosi dubbi, ma me li sono tolti tutti. Sul serio. Ed ho imparato anche un mucchio di cose.

Innanzitutto un chiarimento. La cosiddetta "versione ufficiale dei fatti", non è da pensare come un foglietto di carta firmato da Bush in cui dice "ok ragazzi, le cose sono andate così così e così, ogni altra versione son vaccate". Questi sono scenari da film alla Men In Black. E' invece un insieme di analisi tecniche fatte da ingegneri strutturisti e tecnici del settore, rapporti di migliaia di pagine. Non è fuffa insomma.

Mi permetto di segnalare quella che è una contraddizione di fondo all'interno dell'ambiente abbasso-la-versione-ufficiale. Secondo i cosiddetti complottisti, è evidente che le cose non sono andate come ce le raccontano. Certo. Talmente evidente che non esiste LA teoria alternativa, bensì LE teorie alternative che finiscono con l'escludersi tra di loro. Andando a naso, tra le cause di crollo delle Torri Gemelle ricordo:
  • Demolizione con esplosivo
  • Demolizione con una speciale vernice incendiaria spalmata sulle colonne (chiamata termite)
  • Demolizione con raggi spaziali
  • Demolizione con mini-ordigni atomici
Se alcune di queste vi sembrano assurde, non preoccupatevi. Le motivazioni alla loro base sono ancora più assurde. Inoltre le varie teorie non sono nemmeno d'accordo su cosa abbia colpito le Torri. Oltre agli aerei di linea si è parlato di aerei militari, aerei telecomandati e missili.
Esiste persino una teoria che dice che NESSUN AEREO ha colpito le Torri. Quello che centinaia di testimoni oculari hanno visto, e che vi hanno propinato in tv, sarebbero degli ologrammi, ossia una proiezione dell'immagine degli aerei, tipo quelli che si vedono nei film di fantascienza. Nell'immagine in basso abbiamo un esempio.


Che dite, lo andiamo a dire ai parenti dei passeggeri morti che i propri cari sono a spassarsela, chessò, alle Bahamas?

In realtà le Torri sono crollate perchè la struttura in acciaio ha ceduto a causa del letale binomio "impatto aerei" + "incendi". E qui arriviamo al punto. L'obiezione che sento più spesso a riguardo è "ma l'acciaio non poteva fondere per quegli incendi, quindi le Torri sono venute giù per qualche altro motivo!".

In parte è vero, l'acciaio delle Torri non si è fuso, dato che la sua temperatura di fusione è intorno ai 1400°C, abbastanza alta per un incendio, anche se originato da decine di migliaia di litri di carburante per aerei (cherosene).
Tuttavia già intorno ai 400°C l'acciaio si deforma e perde in parte le proprie caratteristiche meccaniche. Un incendio domestico, tipo quello che si verificherebbe in casa vostra, può raggiungere anche i 1000°C. Questo filmato, realizzato dal NIST (lo stesso istituto tecnico responsabile dei rapporti circa il crollo delle Torri) mostra come una stanza di un appartamento possa diventare un vero inferno anche se la fonte dell'incendio è un albero di Natale. L'aria è talmente rovente che alcuni oggetti, come il tavolino, prendono fuoco anche se non lambiti dalle fiamme.

Affinchè la struttura delle Torri si indebolisse al punto da crollare, non fu necessario che si arrivasse alla fusione dell'acciaio, è bastato che esso venisse ammorbidito, cosa che si è verificata alle temperature presenti in quegli incendi.

Per comprendere meglio come sia possibile il crollo, bisogna capire com'erano realizzate le Torri. Come potete vedere nell'immagine (che include anche la spiegazione del crollo, in inglese, cliccate QUI per ingrandire e leggere meglio), esse erano formate da un nucleo centrale di svariate colonne e da una serie di colonne perimetrali.

Queste due serie di colonne erano collegate dai solai (anch'essi in acciaio), ossia i "pavimenti" dei vari piani come si può vedere in quest'altra immagine

La morte delle Torri è stata quella di avere una struttura portante interamente in acciaio, vulnerabile al fuoco. Una struttura in cemento armato non risente di tale problema essendo meno sensibile alla temperatura.
Un esempio illuminante è la Windsor Tower riporata nell'immagine, un palazzo di Madrid demolito dopo che nel 2005 è stato seriamente danneggiato da un incendio.

La Windsor aveva un nucleo in cemento armato che è rimasto in piedi (la parte centrale dell'immagine), mentre parte della struttura in acciaio è crollata a causa dell'incendio. Ed in questo caso non abbiamo un aereo di linea lanciato a più di 700km/h, nè litrate di cherosene e nemmeno colonne tranciate. Abbiamo SOLO l'incendio. Dimostrazione che il fuoco è perfettamente in grado di danneggiare irrimediabilmente strutture in acciaio pur senza raggiungere la temperatura di fusione.

Ma allora, in soldoni, come sono andate le cose l'11/9?

Lungi da me il voler essere completo, preciso ed esaustivo, ma a grandi linee il resoconto degli eventi è il seguente.
  1. L'impatto degli aerei ha tranciato alcune colonne delle Torri, rimuovendo da altre la protezione antincendio che le ricopriva. L'impatto ha messo fuori uso anche l'impianto antincendio, per cui l'acciaio denudato era alla mercè del fuoco.
  2. Il carburante degli aerei ha innescato l'incendio all'interno dei grattacieli. Esso ha interessato diversi piani perchè il carburante ha potuto espandersi con facilità nella struttura (in gran parte vuota, come casa vostra, la maggior parte del volume è pura aria) aiutato anche dalle trombe degli ascensori.
  3. L'incendio è stato alimentanto da tutto ciò che c'era di infiammabile all'interno delle torri. Trattatandosi in prevalenza di uffici abbiamo scrivanie, sedie, arredi, carta, computer e, triste a dirsi, persone.
  4. L'incendio ha ammorbidito l'acciaio. In particolare, i solai (i floor joists dell'immagine riportata in precedenza) si sono incurvati ed hanno tirato verso l'interno le colonne perimetrali. In questa foto potete vedere come esse sono decisamente incurvate.
  5. Una volta che le colonne hanno ceduto in corrispondenza del punto di impatto degli aerei, la struttura sottostante non è stata più in grado di reggere il peso dei piani superiori ed ha incominciato a collassare. Il fenomeno si è auto-alimentato visto che, man mano che il crollo proseguiva, la massa di edificio che "premeva" aumentava sempre più.
Come avete visto, una conoscenza più approfondita (ma nemmeno tanto) dei fatti e della materia può togliere alcuni dubbi leggittimi che possiamo avere.

Ci sono tantissime cose circa l'11/9 da poter raccontare, non solo per quanto riguarda le Torri, ma anche il Pentagono che, secondo le teorie alternative, sarebbe stato colpito da un missile. Anche in questo caso, approfondendo la questione, ogni mio dubbio ha trovato una risposta chiara e solida e mi ha fatto capire come spesso i complottisti mostrino solo ciò che fa comodo mostrare.

Spero di riuscire nel tempo a trattare l'argomento 11/9 in maniera più ampia, aiutando i lettori in buona fede a capire meglio come sono andate le cose e valutare la differenza fra teorie campate in aria (spesso lucrandoci anche) ed analisi tecniche su basi scientifiche.

Grazie per la cortese attenzione :)

martedì 21 aprile 2009

Quando lo shock è salutare: il caso di Jacqueline Saburido

AVVISO: il seguente articolo riporta link a video e foto che potrebbero turbare persone impressionabili.

Sono un fermo sostenitore delle varie campagne shock per la prevenzione di incidenti stradali ritenendo che il cazzotto allo stomaco possa svegliare un pò di coscienze. Fosse per me, all'uscita dei locali dovrebbero mettere immagini di incidenti stradali (mi pare che in Inghilterra lo abbiano fatto in passato, ma non ci metto la mano sul fuoco), invece delle tabelle con il tasso alcolemico.
Secondo me è un deterrente migliore.

Io sono il classico "rompiballe" che se il passeggero non allaccia la cintura non ingrana la prima (dovrei iniziare a prendere il "vizio" anche per i passeggeri sui sedili posteriori). Spero che mai nessuno debba ringraziarmi per ciò.

Percorrendo in Germania l'autostrada per Stoccarda, non ho potuto fare a meno di notare un cartellone con l'immagine in bianco e nero di una bella famiglia sorridente. Padre, madre e due figli poco meno che adolescenti. Una scritta lapidaria comunicava che tale famiglia era morta in un incidente stradale a causa dell'alta velocità. Purtroppo non riesco a trovare in rete l'immagine, ma vi assicuro che fa il suo effetto.

Tramite le news di Libero, sono venuto a conoscenza di diversi video shock promossi per alcune campagne incluse quella contro il fumo e per la sicurezza sul luogo di lavoro.
Da buon non-fumatore e studente, quelli che mi colpiscono maggiormente riguardano la guida dell'automobile. Ecco due video dove vengono mostrati i possibili effetti di una scarsa prudenza agli incroci e la pessima abitudine non di non indossare la cintura "perchè tanto c'è l'airbag".

Vorrei inoltre segnalare la toccante e struggente storia di Jacqueline Saburido, una ragazza venezuelana sopravissuta ad un incidente nel 1999. L'auto in cui viaggiava è stata centrata da un guidatore ubriaco. Due amiche di Jacqueline sono morte sul colpo, altri due passeggeri si son salvati mentre lei, avendo i piedi bloccati dalle lamiere accartociate, è stata letteralmente cotta viva dalle fiamme sviluppatesi per quasi un minuto.
Nonostante sia sopravvissuta, accusò ustioni di terzo grado sul 60% del corpo, il suo viso somiglia oggi a quello di un alieno (non è una battuta infelice, è davvero così) ha perso naso, orecchie, capelli, parte della vista e tutte le dita delle mani. Ha subito una 40ina di operazioni, deve assumere medicinali tutti i giorni ed è candidata al trapianto facciale.
A tutt'oggi non ha perso la voglia di vivere e si batte per la sensibilizzazione dei giovani.

Nel 2003 è stata ospite all'Oprah Winfrey Show, il talk-show più popolare degli USA. Nel video c'è il sunto della storia ed una breve intervista a Jacqueline. Questo invece è un collage di foto in cui viene testimoniato come Jacqueline affronta le, per noi, banali attività della vita quotidiana.

A mio avviso, da persone di questa pasta c'è solo da imparare. Sentire dire da Jacqueline "sono felice di essere viva" mi fa passare la voglia di lamentarmi quando mi spunta un brufolo sul naso.


sabato 18 aprile 2009

Abete cresce in un polmone. I giornali ci ricascano.

I dottori sospettano un tumore al polmone ma, una volta operato, trovano ... un abete.

E' la bizzara storia capitata nella città di Izhevsk al 28enne russo Artyom Sidorkin che lamentava dolori lancinanti al petto oltre che tossire sangue come riferisce Russia Today con tanto di intervista al protagonista della vicenda e al medico che lo ha operato.

Le immagini che troviamo negli articoli e nei video sono quelle del pezzo di polmone asportato e della radiografia pre-operazione.


Già da queste immagini qualcosa puzza ...
Immagino che pochi (dei già sparuti) lettori saranno dei radiologi, ma ad una prima occhiata l'abete delle due foto non sembra proprio lo stesso. Quello nel polmone ha gli aghi più raccolti, mentre quello nella radiografia è più "aperto". Inoltre mi sembra strano che una pianta sia opaca quanto le ossa.

Alcuni radiologi, hanno poi fatto notare come le ossa della spalla non siano completamente saldate, caratteristica tipica dei bambini, non certo di un uomo adulto di 28 anni. La puzza aumenta.

C'è poi la domanda principe: può un vegetale crescere all'interno del corpo umano? Alcune testate giornalistiche hanno avuto il buon gusto di riportare anche l'opinione dei botanici (che hanno certamente più competenza in materia dei medici) che hanno stroncato senza mezzi termini la vicenda. L'interno del corpo umano non ha le condizioni di luce, umidità e temperatura necessarie alla crescita di una pianta, abete incluso.
E se qualcuno può, giustamente, obiettare che un seme germoglia da sotto terra nel buio totale, è impossibile che tale germoglio diventi verde e in buona salute come nella foto in quanto è incapace di fare la fotosintesi che necessità di luce.

Guardando la foto poi, si nota come la base dell'abete sia all'esterno e non infossata nel polmone, ossia risulta capovolto rispetto quanto ci si aspetterebbe. Inoltre mancano le radici che, per piantine di questa dimensione, sono lunghe quasi quanto il rametto stesso, come si vede in questa foto.

Un'altra domanda che potrebbe sorgere è "ok, per fortuna il tipo non ha un tumore, che bisogno c'è di asportargli parte del polmone (ben 9-10cm di lunghezza) per ulteriori studi? Non basta rimuovere l'abete e lasciare tutto com'è?" Ormai la puzza è insopportabile.

La cosa giornalisicamente deprimente è come alcuni articoli non citino per nulla il parere dei botanici lasciando il lettore preda del dubbio. Ne sono alcuni esempi l'agenzia Adnkronos, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero ed il Daily Express. Insomma, un buon esempio di approfondimento giornalistico, non c'è che dire.

Per fortuna altri, come La Stampa ed Il Corriere, sono più bipartisan citando l'impossibilità del fenomeno anche se non chiudono la faccenda circa il "mistero senza spiegazione".

La testa al toro la taglia CBC Canada, che dedica un esauriente articolo alla storia, notando come essa sia circolata in rete il 14 aprile che corrisponde al 1° aprile nel calendario giuliano, in uso in Russia particolarmente per le festività religiose.

Coincidenza?

Che i giornali pubblichino qualsiasi roba solo per far sensazione, purtroppo no, non è una coincidenza.

martedì 7 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo. Secondo Giuliani, una strage volontaria

Articolo aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale.

Come ormai tutti sanno, la notte del 6 aprile la zona di L'Aquila è stata colpita da un terremoto di magnitudo 5,8 sulla scala Richter (che misura l'energia liberata da un terremoto e va da 0 a 10) che ha danneggiato gran parte delle abitazioni determinando il crollo di interi paesini. Nel momento in cui vi scrivo, il bilancio è di 207 morti, purtroppo provvisorio in quanto i dispersi sono alcune decine.

Parallelamente alle notizie di come si sta muovendo la macchina dei soccorsi, sui giornali campeggia tale Giampaolo Giuliani, presentato come ricercatore presso i Laboratori del Gran Sasso che fanno parte dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Egli sostiene di aver messo a punto uno strumento che misurando la quantità di gas radon (un gas nobile come il neon, quello che c'è nelle lampade) è in grado di prevedere un terremoto con massimo 24 ore di anticipo. Sostiene inoltre di aver previsto il terremoto in Abruzzo ma di essere stato tacciato di allarmismo dalla Protezione Civile. Ora tutti lo eleggono a Cassandra inascoltata parlando di tragedia annunciata.

Mi duole dire che alcune notizie riportate dai media sono FALSE. Andiamo con ordine.

Innanzitutto, Giampaolo Giuliani non è nè un geologo nè un fisico (come viene presentato da alcuni giornali) nè un laureato. Ovviamente questo non vuole gettare discredito sulle sue capacità, ma identifichiamo le persone per quello che sono, anche perchè ci sono dei morti di mezzo.
Giuliani è un perito elettronico che lavora ad un esperimento per la rivelazione di neutrini emessi da stelle e collabora con l'INFN. Le sue ricerche sui terremoti sono un lavoro indipendente che non rientra tra le attività di un istituto di fisica nucleare. Non lo dico io, lo dice il direttore dei Laboratori del Gran Sasso Eugenio Coccia, su Il Tempo.

Giuliani studia le stelle, non i terremoti. E non lo fa per conto dell'INFN, ma per conto personale. La sua scarsa preparazione in materia è testimonata anche dalle sue parole, quando afferma che il radon contenga altre sostanze. Il radon non contiene un bel nulla, essendo un elemento. Il radon emette, decade, fa quello che gli pare, ma non contiene un acca.

IL RADON
Il radon è un gas contenuto nella crosta terrestre. Quando essa si muove generando fratture, il radon trova una via per risalire in superficie per cui, un aumento della concentrazione è indice di uno spostamento della crosta terrestre. Esatto, non di terremoto disastroso.
Giuliani sostiene di aver costruito un apparecchio che, misurando la quantità di radon, è in grado di prevedere i terremoti. Lo dice lui stesso in un'intervista.
Innanzitutto, gli studi su una possibile relazione radon-terremoto, sono in corso da 30 anni da parte di tutti i sismologi del mondo, giapponesi compresi a cui farebbe molto comodo prevedere un sisma (il Giappone è una delle aree più colpite del mondo). Basta fare una ricerca con Google Scholar per ottenere un botto di articoli in merito ==> http://scholar.google.it/scholar?q=radon+earthquake&hl=it&lr=&btnG=Cerca.
Non è quindi una scoperta di Giuliani, come alcuni giornali fanno credere. Tuttavia la relazione radon-terremoto non è certa, ma si basa su quella brutta bestia (per me che l'ho studiata) chiamata statistica. Che vuol dire? Vuol dire che ci sono stati terremoti non preceduti da emissione di gas radon ed emissioni di gas radon a cui non è seguito un terremoto. I giapponesi sono in grado di prevedere i terremoti con massimo un minuto di anticipo, basandosi su delle onde sismiche che si propagano nel suolo. Vi pare che se avessero un metodo più efficace (addirittura 24 ore di previsione, come sostiene Giuliani) non lo adotterebbero?

In sostanza, studi sul radon sono in corso da 30 anni e non c'è una relazione certa fra gas emesso e terremoto. In soldoni, impossibile prevedere ora e luogo di un sisma basandosi sul radon. Si può dire che quella è una zona sismica, ma che l'Abruzzo lo sia è il segreto di Pulcinella.

LA DENUNCIA
Andiamo avanti. La zona dell'Abruzzo interessata dal sisma del 6 aprile è da diverse settimane teatro di continue scosse sismiche (dette sciami). Lo potete sentire dalle stesse voci dei sopravvissuti.

Giuliani era stato raggiunto da un avviso di garanzia per procurato allarme. In sostanza aveva telefonato al sindaco di Sulmona annunciando che ci sarebbe stato un terremoto distruttivo per il giorno 29 marzo con epicentro nella sua città. Alcune famiglie, terrorizzate, hanno dormito per strada ed il sindaco era tentato di ordinare l'evacuazione. La notizia è riportata sul Corriere.
Orbene, 29 marzo, non 6 aprile. E Sulmona è a 70km da L'Aquila. Tempo e luogo sbagliati. Come ha giustamente fatto notare il direttore dell'INFN, se si fosse evacuata Sulmona, portando la gente a L'Aquila, oggi avremmo molti più morti.

Tuttavia, il 29 marzo c'è effettivamente stata una scossa a Sulmona, del tutto compatibile con lo sciame sismico che affligge da mesi la regione. Tant'è vero che il giorno dopo (30 marzo), una scossa più forte, ha interessato L'Aquila al punto che le scuole sono state chiuse.
Insomma, lì la terra trema quasi tutti i giorni, volete che non lo faccia anche il 29 marzo?

Per cui, nessuna previsione miracolosa da parte di Giuliani che è stato denunciato e ridotto al silenzio. Giuliani non ha previsto nulla per il 6 aprile. Nelle interviste sostiene di aver visto precipitare gli eventi, cosa che hanno fatto anche i sismografi, non c'era bisogno del suo macchinario.

Curioso poi che lo stesso Giuliani (che viene ora eletto ad eroe nazionale da diversi gruppi su Facebook, andate pure a controllare) aveva detto "mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciamo sismico andrà scemando con la fine di marzo".
Lo potete leggere nell'intervista linkata in precedenza.

Insomma, che si decida se i suoi macchinari sono così precisi.

In soldoni:
  • NON è possibile prevedere ora e luogo in cui avverrà un terremoto, tantomeno basandosi sul radon
  • Giuliani ha previsto un terremoto disastroso per il 29 marzo e NON a L'Aquila che NON è avvenuto
  • Giuliani NON ha previsto il terremoto (purtroppo disastroso) del 6 aprile
Con buona pace di chi su FB lo elegge ad eroe nazionale o il nuovo Galileo Galilei.

Non prendete per oro colato quello che dicono i giornali, perchè di cantonate ne ho lette fin troppe (incluse notizie di ufo rivelatesi riflessi sui vetri o aerei e arcobaleni rovesciati dovuti, a loro dire, dei mutamenti climatici). Basta dire che ieri, per qualche ora, sul sito di un giornale campeggiava la foto del terremoto avvenuto in Cina a maggio 2008. Insomma, fonti controllate.

STRAGE VOLONTARIA
Vorrei inoltre sottolineare una cosa. Nel video mandato da Striscia la Notizia ieri sera (visionabile sul sito ufficiale), Giuliani afferma che "sono quasi 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi in un raggio d'azione di 120-150km dai nostri rivelatori ... questi scienziati ... sapevano che i terremoti possono essere previsti ... non mi faccia fare nomi, ma persone molto in alto sostiene [sic] sconsideratamente che è umanamente impossibile prevedere poter mai prevedere dei terremoti, dal 1500 ad oggi queste affermazioni sono state smentite dai fatti".
L'intervistatrice chiede poi "le posso chiedere perchè tutto questo?".
Giuliani risponde "sì, c'è un motivo, ma se io glielo dicessi, ma si rende conto io che sono un povero tecnico di ricerca contro bestioni del tipo di quelli che dicono che i terremoti non possono essere previsti, che fine farei? Che fine farebbe la mia famiglia? Io ho 5 figli".

Non so se vi rendete conto della gravità delle affermazioni. Giuliani sostiene che ai cosiddetti piani alti, sappiano come prevedere i terremoti ma non lo facciano e sostiene che la sua famiglia sarebbe a rischio se lui dicesse il perchè.
Chiunque sostiene Giuliani tramite i gruppi di FB o video celebrativi su YouTube (che non saranno la Bibbia, ma è indice di un certo pensare) sta accusando le autorità di STRAGE.
Ed accusa di strage i sismologi e le autorità di tutto il mondo (giapponesi inclusi eh) che avrebbero un metodo per prevedere i terremoti ore ed ore prima, ma non lo adottano per meglio non specificati interessi.

In piedi per il nuovo eroe nazionale.

*Aggiornamento, ore 23:46*

JAPAN DOES IT BETTER
Interessantissimo questo articolo da parte di gente che se ne intende. Un professore dell'Università di Tokyo conferma che la previsione dei terremoti è impossibile e, riferendosi all'Abruzzo nello specifico, qualunque considerazione era complicata dal fatto che l'intensità dello sciame sismico era troppo bassa.
I giapponesi riescono a prevedere la scossa con qualche decina di secondi di anticipo, tempo utile per consentire alla popolazione, avvertita via tv o sms, di uscire dalle case o trovare adeguati ripari (per esempio negli uffici dei grattacieli).
In realtà si tratta di una falsa previsione. Quando il terremoto ha inizio, a causa della liberazione di energia nella crosta terrestre, ci sono delle onde (dette P da primarie) che viaggiano velocemente raggiungendo la superficie prima che inizino a verificarsi i danni alle strutture. Tenendo d'occhio tali onde, i giapponesi riescono ad avvertire la popolazione. Tuttavia vi rendete conto di come non sia una previsione in senso stretto, in quanto il terremoto è già in corso.

Il Giappone è una delle aree più sismiche del mondo e non è raro che si abbiano diverse scosse al giorno. E' indubbio che per loro la prevenzione è di primaria importanza.

Curioso come in questo momento, tale notizia non campeggi sui quotidiani on-line del calibro de La Repubblica o Il Corriere. Evidentemente fa più notizia il "si poteva evitare una strage e non s'è fatto e vi diciamo anche di chi è la colpa" rispetto al "strage inevitabile". Fa molto meno audience.

Con buona pace dei morti eletti, loro malgrado, a martiri.