venerdì 3 luglio 2009
Mostro alieno nelle fogne! In realtà solo una palla di vermi
sabato 27 giugno 2009
Balle spaziali. Luna abitata ed asteroidi ad un palmo dal naso
martedì 23 giugno 2009
Ronzio della ventola del pc? Tra qualche anno potrà essere solo un ricordo.
sabato 30 maggio 2009
Un edificio in acciaio può crollare. Ulteriori conferme circa l'11/9
Marco Fioravanti è docente di "Struttura e caratteristiche del legno" all'Università degli Studi di Firenze all'interno del corso di laurea in "Tecnologia del legno".
La spiegazione fisica del contro-intuitivo fenomeno la forniscono i Vigili del Fuoco nel riquadro "La vera casa ignifuga? Di legno" a pagina 157:
“Paura del fuoco? Meglio abitare in una casa di legno. Sembra un paradosso, ma, se ben costruita, un’abitazione di legno ha una resistenza al fuoco superiore a quella di una villetta in calcestruzzo e mattoni. "C’è una sostanziale differenza tra acciaio e legno: il primo non brucia, ma si riscalda molto velocemente e in modo uniforme, il secondo, a contatto con il fuoco, si carbonizza dall’esterno, preservando il suo interno da grossi danni strutturali" spiega Lamberto Mazziotti, dirigente dell’area protezioni passive dei Vigili del Fuoco. "Raggiunta una temperatura critica, l’acciaio cede di schianto, perdendo le sue caratteristiche strutturali". Ecco perché una casa in legno dopo un incendio appare come uno scheletro di travi annerite, a differenza di una tradizionale, ridotta spesso a un cumulo di macerie. "I punti critici di una casa in legno sono le giunzioni, tenute insieme da bulloni di acciaio: possono cedere, compromettendo l’integrità della struttura" spiega Mazziotti.”
Che facciamo, inseriamo l'Università di Firenze ed i Vigili del Fuoco negli enti pagati dalla CIA per sparare la vaccata dei palazzi in acciaio che non possono crollare?
Appunto.
sabato 16 maggio 2009
Lo shock continua. Qualche consiglio per i neofiti del volante.
- Evitare distrazioni. La mia ragazza ha tamponato un auto perchè si è girata ad osservare una vetrina (ah le donne) ed io stavo per fare lo stesso leggendo un'insegna. Non c'è bisogno di ballare la macarena in auto, basta poco. Tempo fa si pensava di vietare al guidatore di fumare perchè la cenere, cadendo, poteva distogliere l'attenzione dovendosi preoccupare di spazzarla via dal sedile. Parlare al cellulare è l'apoteosi perchè unisce alla distrazione anche l'impiccio di guidare con una sola mano. A meno che non siate capi di stato, nessuna telefonata è così urgente da non poter essere postposta o da impedirvi di accostare per 5 minuti.
- Prestare attenzione ai veicoli fermi. Nel video, un guidatore tampona un auto ferma per far passare dei pedoni sulle strisce che hanno la peggio. Nonostante il video sembri invitare a moderare la velocità, tra le righe c'è un'altra indicazione a mio avviso molto più utile: evitare di sorpassare veicoli fermi, cosa che purtroppo vedo fare spesso. Se il giudatore ci avesse provato, avrebbe beccato direttamente i pedoni. Se vivete in città, con un botto di attraversamenti pedonali, fate caso a quante situazioni simili si verificano.
- Moderare la velocità. A che serve correre? A sentirsi fighi? Fa tanto "io ho il pisello più lungo del tuo" e a meno che non siate 13enni ingordi di pornografia, dovreste aver superato questa fase. Chiariamoci, a meno che non guidiate ambulanze o dobbiate fare un viaggio in autostrada di 1000km, il più delle volte correre è inutile. Tanto dovrete sempre fermarvi a qualche semaforo o beccherete qualcuno che cammina come una lumaca creando una colonna di numerose autovetture. Inoltre il guadagno di tempo è a volte risibile. Su un tragitto di 20km, passare da una media di 80km/h ad una di 100km/h, fa guadagnare 3 minuti. Certo, il tempo è denaro, ma considerato per quante altre vaccate perdiamo tempo durante la giornata, è inutile recuperare minuti mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.
- Allacciare le cinture. Non trinceratevi dietro il "mi dà fastidio al petto, quindi non la metto" o altre giustificazioni simili. Non ho avuto un'esperienza diretta, ma credo che un parabrezza nei denti sia molto più fastidioso e lasci qualche traccia nel vostro futuro viso. Obiezione simile al "non metto il casco, mi guasta la pettinatura". Anche un cranio sfondato non garantisce ottime acconciature. Grandissima fesseria anche il "ma tanto c'è l'airbag". L'airbag è pensato per lavorare CON le cinture di sicurezza. Senza, diventa persino pericoloso.
mercoledì 13 maggio 2009
Duke Nukem Forever! Dodici anni di rinvii



lunedì 11 maggio 2009
Crollo Torri Gemelle. L'acciaio si è fuso?
- Demolizione con esplosivo
- Demolizione con una speciale vernice incendiaria spalmata sulle colonne (chiamata termite)
- Demolizione con raggi spaziali
- Demolizione con mini-ordigni atomici




- L'impatto degli aerei ha tranciato alcune colonne delle Torri, rimuovendo da altre la protezione antincendio che le ricopriva. L'impatto ha messo fuori uso anche l'impianto antincendio, per cui l'acciaio denudato era alla mercè del fuoco.
- Il carburante degli aerei ha innescato l'incendio all'interno dei grattacieli. Esso ha interessato diversi piani perchè il carburante ha potuto espandersi con facilità nella struttura (in gran parte vuota, come casa vostra, la maggior parte del volume è pura aria) aiutato anche dalle trombe degli ascensori.
- L'incendio è stato alimentanto da tutto ciò che c'era di infiammabile all'interno delle torri. Trattatandosi in prevalenza di uffici abbiamo scrivanie, sedie, arredi, carta, computer e, triste a dirsi, persone.
- L'incendio ha ammorbidito l'acciaio. In particolare, i solai (i floor joists dell'immagine riportata in precedenza) si sono incurvati ed hanno tirato verso l'interno le colonne perimetrali. In questa foto potete vedere come esse sono decisamente incurvate.
- Una volta che le colonne hanno ceduto in corrispondenza del punto di impatto degli aerei, la struttura sottostante non è stata più in grado di reggere il peso dei piani superiori ed ha incominciato a collassare. Il fenomeno si è auto-alimentato visto che, man mano che il crollo proseguiva, la massa di edificio che "premeva" aumentava sempre più.
