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lunedì 3 agosto 2009

Giove e i suoi satelliti dal mio balcone. Astrofilo alle prime armi.

Gli astrofili non inorridiscano, ma quando non si hanno i mezzi adatti e si è per di più un dilettante, questi sono i risultati. Tuttavia, abbastanza sorprendenti da costringermi a stare due ore di notte in boxer sul balcone per continuare ad osservare ancora. E ancora.

Quella orrenda macchia centrale è Giove, chiaramente visibile nei nostri cieli serali. E' una "stella" molto luminosa e la trovate alla sinistra della Luna. Prima di consultare la mappa celeste con Stellarium, un software gratuito davvero ben fatto ed intuitivo, credevo fosse Venere che in realtà, in questo periodo, è dalla parte opposta del cielo.

Come potete vedere, sono riuscito a beccare i 4 satelliti galileiani di Giove ossia quelli scoperti da Galileo nel 1610. Vi assicuro che senza fotocamera, la qualità dell'immagine è molto migliore e Giove somiglia più ad un cerchio che ad un uovo. Inoltre, non visibile nella foto per via della bassa qualità, accanto ad Europa era visibile anche una stella, la HIP 107302, che proprio stanotte verrà eclissata da Giove. Devo dire che vedere questo trenino di 6 "stelle" che si spostano è stato davvero emozionanete.
Per un pò di astrofotografia seria, questa è una foto fatta con mezzi e capacità migliori di Giove ed i suoi satelliti

Bene, perchè la mia foto è così orribile?

Come dissi al mio professore di Progetti Elettronici all'università, presentando un circuito che non faceva al 100% il suo lavoro, "non funziona bene ma so dirvi tutti le ragioni". E forse c'è da imparare di più rispetto ad un lavoro ben riuscito.

Innanzitutto, l'accoppiamento fotocamera-telescopio realizzato nel modo più spartano possibile. Quello che ho fatto è stato semplicemente fissare la fotocamera sull'oculare con dello scotch creando un corpo unico. Devo dire che il tutto è abbastanza stabile, ma questo pone seri problemi di messa a fuoco anche perché mentre con il solo occhio i satelliti si vedono, nel display della fotocamera spariscono ed è difficile capire quando la messa a fuoco è ottimale.
Inoltre, affinchè i satelliti siano visibili nella foto, è stato necessario allungare il tempo di esposizione, ossia lasciare aperto l'obiettivo delle fotocamera per un paio di secondi. In questo modo si consente di catturare più luce, necessario per oggetti poco luminosi come i satelliti. Il rovescio della medaglia è che oggetti molto luminosi, come Giove, diventano delle macchie indistinte.
Problema minore che ho avuto è il tremolio del telescopio. Il doppio autoscatto della fotocamera mi consente di fare una foto dopo ben 20 secondi, sufficienti per far smettere di tremare il tutto in modo evidente.
Non trascurabile è invece lo spostamento degli oggetti nel cielo. Sebbene sembrino immobili, nell'oculare del telescopio si riesce chiaramente a vedere come gli astri corrano nel cielo.
E' grazie a questo fenomeno che è possibile ottenere foto come questa in basso dove, lasciano aperto l'obiettivo della fotocamera per ore, le stelle tracciano il loro cammino man mano che la volta celeste ruota.


Telescopi di qualità, anche non costosissimo, hanno un sistema che consente di seguire le stelle nel loro spostamento. In tal modo si evitano foto mosse e tale sistema è assolutamente necessario per lunghe esposizioni, come l'osservazione di galassie ed altri oggetti poco luminosi.

Il mio telescopio inoltre non è certo l'ultimo prodotto tecnologico. E' un Konus Perseo comprato circa 15 anni fa (tanto vecchio che non ne trovo foto in rete) con un diametro di 60mm ed una focale di 910mm. Agli astrofili questi numeri diranno certamente molto, a me che sto entrando lentamente nel mondo dell'osservazione stellare, fanno capire che con una spesa non eccessiva si riesce a portare a casa di molto meglio.

Altro fattore negativo è stata la presenza della Luna nel cielo che, essendo molto luminosa, "spegne" le stelle più deboli. Quanto più nero è il cielo, tanto più si vedono oggetti poco luminosi.
Il colpo di grazia è certamente rappresentato dall'illuminazione stradale, ho un malefico lampione proprio di fronte casa.

Tuttavia a pochi chilometri da qui, su una montagna, l'inquinamento luminoso è pressocchè nullo per cui spero di ottenere migliori osservazioni dei satelliti nei prossimi giorni anche se sarò comunque disturbato dalla Luna.

PS: la notte delle Perseidi, sarò in montagna per godermi lo spettacolo delle stelle cadenti eda approfitterò del basso inquinamento luminoso per qualche osservazione. Qualche astrofilo, conoscendo il telescopio che possiedo e mettendo in conto che non posso fare spese per nuovi accessori, saprebbe dirmi altri oggetti da osservare con soddisfazione? Qualche dritta per fare foto migliori? Grazie :)

sabato 25 luglio 2009

Giove si becca una pallottola spaziale. E per il 2012 ...

Il 19 luglio l'astrofilo dilettante Anthony Wesley stava quasi per abbandonare la sua postazione a causa dell poca visibilità che comprometteva la sua osservazione di Giove. Tuttavia decise di prolungare di mezz'ora la sessione e ciò gli riserverà una gradita sorpresa.

Quello che vedete in alto è Giove in una foto scattata da Wesley stesso col suo telescopio e come potete notare, in prossimità del bordo superiore c'è una macchiolina nera. Ebbene Wesley è stato il primo ad osservarla in quanto è il risultato dell'impatto di una cometa o di un asteroide.
Wesley non ha capito di cosa si trattasse, come potete leggere nel suo resoconto in questa pagina. Infatti ha prima ipotizzato che fosse una tempesta atmosferica (come la famosa Macchia Rossa di Giove), poi il satellite Callisto oppure l'ombra di un altro satellite.
Tuttavia il fatto che la macchia nera si spostasse insieme a Giove gli hanno fatto intuire correttamente che fosse qualcosa sulla faccia del pianeta stesso piuttosto che un'ombra proiettata da qualcos'altro. Giove infatti ha un periodo di rotazione abbastanza breve (circa 10 ore) per cui osservandolo per alcune ore si riesce ad apprezzarne la rotazione.

La presenza della macchia è stata poi confermata in questa pagina dalla NASA, contattata da Wesley stesso per segnalare il fenomeno, che ha prontamente puntato il telescopio spaziale Hubble in direzione del pianeta ottenendo l'immagine in basso.

Dal telescopio Keck delle isole Hawaii arriva invece questa immagine all'infrarosso.

Ovviamente i giornali, tra cui Repubblica, non potevano esimersi dal riportare qualche inesattezza, infatti indicano erroneamente che "un'altra cometa stavolta di dimensioni simili alla terra ha colpito Giove causando una colossale cicatrice sulla superficie del gigante gassoso".
In realtà è la macchia ad avere le dimensioni del nostro pianeta come indicato dall'astronomo Leigh Fletcher in questo articolo mentre l'oggetto che ha impattato non era molto grosso difatti nella pagina NASA linkata in precedenza si parla di una larghezza di "diversi campi di football".

Sempre Repubblica pubblica un'immagine in questa pagina corredata da una didascalia a mio avviso fuorviante. Infatti la foto è agli infrarossi e non riprende il momento dell'impatto come si lascia intendere. Esso infatti non è stato visibile, altrimenti dovremmo dedurre che Giove stia esplodendo visto che sprizza fuoco e fiamme dal polo e dall'equatore. La macchia nella realtà è nera, come nelle prime due foto di questo articolo.

Tuttavia, nonostante l'impatto non sia stato osservato, c'è un famoso precedente, ossia quello della cometa Shoemaker-Levy 9.
Essa destò la curiosità degli astronomi in quanto, a differenza delle altre comete, non orbitava intorno al Sole bensì intorno a Giove. Studiandone l'orbita si previde, con mesi di anticipo, che essa sarebbe caduta su Giove nel luglio 1994 per cui numerosi telescopi furono puntati verso il pianeta in quanto sarebbe stata la prima occassione per osservare una collisione di tale portata tra corpi celesti.
La cometa si frantumò in diversi pezzi prima di colpire Giove a causa della forte gravità del pianeta come si può vedere nell'immagine in basso.

Nonostante i frammenti maggiori non superassero i 2 km di ampiezza, le macchie nere lasciate nell'atmosfera di Giove furono di dimensioni considerevoli, anche più grandi della macchia scoperta recentemente da Wesley. Nell'immagine in basso, potete vedere i risultati della serie di impatti.

L'impatto, oltre che tremendamente affascinante, consentì anche di studiare gli strati inferiori dell'atmosfera di Giove, di solito coperti da quelli superiori, che vennero espulsi dai frammenti della cometa, un po' come l'acqua che viene lanciata verso l'alto da un sasso che cade in uno stagno.

La forte gravità del pianeta, un uomo di 70kg ne peserebbe 160 su Giove, è molto utile per noi terrestri in quanto esso funge da spazzino spaziale, attirando bolidi provenienti dalle zone esterne del Sistema Solare e viene inoltre sfruttata per mandare le sonde nello spazio profondo senza eccessivo consumo di carburante dato che funge da fionda.

Vorrei infine muovere una critica a tutti quei giornali e siti che riportano titoli come "Un dilettante frega la NASA" e robe simili. Lungi da me mettere in dubbio le qualità e la conoscenza del signor Wesley, che troverei certamente invidiabili, ma egli non ha fregato nessuno. Semplicemente ha guardato il posto giusto al momento giusto mentre gli altri no perchè impegnati a fare altro, mica era una gara a chi trovava prima la macchia.
E' come se voi vi piazzaste sul ciglio di una strada con l'intenzione di scattare foto a tutti quelli che superano il limite di velocità mentre gli autovelox sono in opera da qualche altra parte. Direste che avete fregato i carabinieri?

Vorrei concludere con una nota circa il famigerato 21 dicembre 2012. Mi ero promesso di non parlarne perchè trovo tutta la storia una grandissima boiata (senza mezzi termini) utile solo a pubblicizzare il film 2012 catastrofico in uscita a novembre, ma alla luce di questa scoperta mi viene spontaneo fare un riflessione. Tutti quanti avrete sentito la storia del calendario Maya che finisce per quella data con conseguente fine dell mondo, catasfroti planetarie, inversione dei poli e robe simili. Tutto ciò sarebbe causato da un misterioso pianeta chiamato Nibiru noto sin dall'antichità.
Ora, a parte il trascurabile dato che i Maya NON si aspettavano la fine del mondo (esistono infatti iscrizioni con date successive al 21/12/2012) e che il loro calendario ricominciava (come il nostro finisce e riparte il 31 dicembre), il pianeta Nibiru non è stato osservato.
La teoria catastrofista vuole che esso abbia una massa 3 volte superiore a Giove (che ha una massa circa 300 volte superiore a quella della Terra, giusto per capirci) e che la NASA con la compicità dei governi di tutto il mondo lo tiene nascosto al pubblico perchè altrimenti sarebbe il panico, l'anarchia e bla bla bla.

Ebbene, Galileo con un cannocchiale per nulla comparabile ai telescopi odierni, scoprì 4 satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto) che, in condizioni eccezionali, sono persino visibili ad occhio nudo come in questa foto. Sono quei puntini luminosi intorno alla "stella" (che è Giove appunto) in basso a destra.
Oggi abbiamo un astrofilo dilettante che osserva gli effetti dovuti ad un corpo celeste grande nemmeno un chilometro.
Quanto è credibile che un pianeta come Nibiru che fra circa 3 anni (un tempo insignificante astronomicamente) è talmente vicino da distruggere la Terra con la sua influenza e di cui si è persino calcolata la presunta orbita non sia stato ancora osservato manco da mezza persona?

Appunto.

Ah, lessi sui siti dedicati che sarebbe stato visibile ad occhio nudo (!) nella primavera di quest'anno. Infatti, lo abbiamo visto tutti.