venerdì 17 luglio 2009

Aiutiamo Ilenia, vittima di uno scherzo pesante su Facebook?

Copio-incollo qui un articolo apparso sul blog Il Disinformatico a cura di Paolo Attivissimo, dedicato alla tecnologia in genere ed allo sbufalamento di leggende metropolitane grandi e piccole, teorie del complotto ed affini.

"Ho segnalato pochi giorni fa l'appello-bufala che circola fra gli utenti di Facebook e che segnala il presunto pericolo per una "Ilenia Visca" e per un "Paolo Monasterolo", definiti "hackers" che ruberebbero dati personali.

Non è vero nulla, come al solito, ma la differenza importante rispetto ad altri falsi allarmi che segnalavano untori di questo tipo è che Ilenia e Paolo esistono veramente e stanno subendo un danno professionale non indifferente: i loro nomi, a causa di questa storia, adesso figurano in Google come vandali informatici.

Ilenia mi ha infatti contattato e ha pubblicato un commento in questo blog nel quale ha spiegato di essere "vittima di uno scherzo su facebook fatto da un amico", che evidentemente non s'è reso conto delle conseguenze del suo gesto: "la prima cosa che compare [su] google è che sono un hacker." Aggiunge: "mi hanno inviato insulti, mi han fatto strane proposte di lavoro, mi hanno chiesto di fare magie ai loro computer e allora...stufa di rispondere che io non ero un hacker ma avevo solo un amico poco corretto, mi sono tolta da facebook. tutto questo ovviamente sta accadendo anche al mio compagno."

E chiede aiuto: "Questa situazione mi sta creando non pochi problemi. Come posso fare?"

A parte dare il benservito al suo amico, l'unica soluzione che mi viene in mente al momento, in attesa che l'amico si faccia vivo e faccia un atto pubblico di contrizione, è chiedere a tutti di linkare il più possibile questo articolo nei vostri blog, siti e pagine Facebook, in modo che chi cerca il suo nome in Google trovi la spiegazione della reale situazione di Ilenia e Paolo.

Se avete in mente altre soluzioni che non coinvolgano un grosso bastone nodoso e permettano di contrastare questa stupidata, segnalatele nei commenti qui sotto."

Poco da aggiungere alla storia. Vorrei solo far notare a tutti quelli che inoltrano link e messaggi ad minchiam, che questo sta portando una pubblicità negativa a Facebook. Ho letto di molte persone che sono ancora più convinte di non iscriversi mai a Facebook o persino annullare il proprio account.

Non sono un fan sfegatato di Facebook, ma a differenza di chi lo ritiene (o lo usa) come un mezzo per farsi gli affari degli altri, credo che abbia molte utilità e possa offrire sano divertimento.

Personalmente lo uso per tenere contatti con amici che abitano lontano, sfidarli nei vari giochini (giocare contro persone che si conoscono aumenta il divertimento esponenzialmente), venire a conoscenza di video che è un peccato perdersi (cercate su Google "Randy Pausch Last Lecture"), organizzare partite di calcetto senza spendere un patrimonio in sms e così via.

Insomma, rovinare il giocattolino per ignoranza e cieco copia-incolla sarebbe un vero peccato.

giovedì 16 luglio 2009

Quarant'anni fa lo sbarco sulla Luna. Ci risiamo col complotto ... anzi no

Il 20 luglio sarà il quarantennale dello sbarco sulla Luna da parte della missione Apollo 11 ed insieme alle celebrazioni rifioccano le voci mai sedate del complottone, ossia che l'allunaggio sia stata tutta una finzione ricreata in un set cinematografico dalla NASA e diretta da Stanley Kubrik.

Prima che scada il conto alla rovescia, vi segnalo che sul sito http://wechoosethemoon.org/, c'è la riproposizione dell'intera missione Apollo 11 in "diretta". Oltre a seguire le varie fasi, sentirete le trasmissioni radio originali dell'epoca con foto e tanto altro materiale per gli astrolifi. In questo momento (14:39) mancano 52 minuti al lancio, non perdetevelo!

Incappo stamane in un articolo de Il Giornale che è la massima espressione del pressappochismo giornalistico, specialmente in ambito scientifico. Insomma, un articolo buttato lì solo per fare sensazione, creare l'alone di mistero e liberarsi il pomeriggio "tanto anche oggi un articolo l'ho scritto".

Il giornalista riporta quelle che sarebbero le stranezze che fanno gridare al complotto: <<perché nelle foto e nei filmati della missione Apollo 11 non si vedono le stelle che, in mancanza di atmosfera, dovrebbero essere luminosissime? Perché non ci sono crateri sotto il Lem nonostante il getto del motore a propulsione? Perché in molte immagini gli astronauti proiettano ombre e sono illuminati in un modo inspiegabile rispetto alla sola fonte di luce possibile sulla luna, cioè il sole? Perché Armstrong è fotografato da Aldrin che si vede riflesso nel suo casco senza però avere in mano la macchina fotografica?>>

Rispondo brevemente dal basso della mia ignoranza e vi linko il materiale per approfondire.

1. Questione stelle: ma vi pare che alla NASA sono così idioti da dimenticare le stelle? Le stelle non si vedono perchè per la loro luce è estremamente più debole del suolo lunare fortemente illuminato.

Chiudendo il diaframma (in sostanza, facendo entrare poca luce nella macchina fotografica) se evita che il suolo venga immortalato come un enorme chiazza bianca ma, per forza di cose, le stelle non vengono. Anche in foto di missioni spaziali recenti (2008) non ci sono le stelle. False anche quelle?
Approfondimento QUI con numerose immagini senza stelle e relativa spiegazione.

2. Questione cratere: e chi l'ha detto che deve esserci per forza? Gli aerei a decollo verticale come l'Harrier, non bruciano nemmeno il praticello da cui si librano, come si vede a 2:48 di questo video. Ne scavano sul ponte di una portaerei o una pista di decollo.



E l'Harrier pesa minimo 7000kg. Il modulo lunare (la navicella con la quale Aldrin e Armstrong scesero sulla Luna) pesava 15000kg che sulla Luna, a gravità ridotta, diventano 2500kg.
Approfondimento QUI in cui si fa notare come in realtà ci siano degli effetti sul suolo lunare dovuti al motore del modulo.

3. Questione illuminazione impossibile: qui in basso trovate la fotografia che viene spesso riportata dai complottisti come testimonianza della messinscenza.

Si argomenta che l'astronauta non dovrebbe vedersi in quanto è nell'ombra proiettata dal modulo. La spiegazione complottista è che sia illuminato da un'altra fonte di luce, ossia la lampada di un set cinematografico. In realtà l'astronauta, come anche il modulo, non è completamente nero in quanto illuminato dalla luce riflessa dal suolo lunare. La Luna è altamente riflettente, difatti la vediamo anche in pieno giorno.
Notate inoltre come la foto sia sovraesposta, ossia il suolo è molto più bianco che nelle altre foto in quanto la pellicola ha assorbito più luce. Questo vuol dire che nelle realtà, l'astronauta era più scuro.

4. Questione fotocamera: l'obiezione che nel riflesso del casco lunare non si veda l'altro astronauta con la macchina fotografica ad altezza volto è smontabile conoscendo un pò i fatti, cosa che un giornalista dovrebbe fare prima di scrivere un articolo.

Le macchine fotografiche erano fissate sul petto degli astronauti, non potevano maneggiarle come turisti giapponesi.
Lo sanno persino i complottisti (tra cui Bill Kaysing, uno dei maggiori sostenitori del finto allunaggio) tanto che muovono un'altra obiezione "le foto sono troppo perfette considerando che le macchine erano sul petto con la conseguente difficoltà di mirare".
In realtà le belle foto che conoscete e che vengono propinate al grane pubblico sono quelle venute meglio. Ci sono decine di foto venute male (sfuocate, scure, mosse, fuori inquadratura, ecc.) che certamente la NASA non usa per celebrare la sua impresa.
Maggiori dettagli QUI con alcune delle foto citate.

L'articolo rincara l'alone di mistero con <<A conferma dei dubbi dei cospiratori, la Nasa due anni fa ha dichiarato di aver perso i filmati originali dello sbarco.>>
Assolutamete no. La NASA ha perso una copia in alta qualità del video, ma ha ancora la copia originale.
Copie in alta qualità sono disponibili presso la società Footagevault che si è occupata di rimasterizzare gli originali. Per gli astrofili, segnalo che il giornalista e blogger Paolo Attivissimo (che gestisce tra i vari blog anche Complotti Lunari da cui sono presi gli articoli di approfondimento) ha indetto una colletta per acquistare i video e farne un documentario liberamente scaricabile una volta realizzato. Maggiori dettagli, con il link per la donazione, li trovate QUI.

Per chi volesse levarsi altri dubbi, vi invito a leggere le FAQ redatte da Complotti Lunari. Vedrete come il complottone si sgonfia da solo con un minimo di conoscenza accurata dei fatti.

Da incorniciare inoltre come il giornalista riesca a riportare erroneamente una delle più famosi frasi dell'umanità «un piccolo passo per me, un grande balzo per l’umanità». Nel caso non lo sappiate Armstrong, all'atto di posare il piede sulla Luna per la prima volta disse "l'uomo" non "me".
Un giornalista che scrive un articolo sulla Luna e riporta malamante questa frase e uguale ad un parrocco che recita male il Padre Nostro, non è una sciocchezza da poco.
Favoloso inoltre che il giornalista la attribuisca scherzosamente ad un mediocre sceneggiatore hollywoodiano. Perchè, scrivere un articolo su una testata nazionale farcito di ignoranza, mancanza di fonti e banale sensazionalismo cos'è? Da premio Pulitzer?

Concludo tranquillizando i parenti Collins ed Armstrong (due dei tre astronauti che hanno fatto parte della missione insieme ad Aldrin). I vostri eroei non sono morti, nonostante il Corriere li dia per cadaveri parlando di Aldrin come "ultimo sopravvissuto" e "superstite". Manco se il modulo lunare fosse esploso.
Qui non si tratta di conoscere in dettaglio i fatti, questa è ignoranza pura, peccato non veniale per chi di mestiere informa la gente.

Sentite condoglianze. Per la morte del giornalismo.

Per chi, come me, è convinto che la realtà sia più strabiliante delle fantasie complottiste, vi invito a sgranare gli occhi su questa serie di immagini dedicata alla missione lunare Apollo 11.

AGGIORNAMENTO: 16/07/2009 ore 23:00
Su Il Giornale, che è stato tempestato da mail di protesta, è apparsa una rettifica del giornalista che ha scritto l'articolo incriminato. La riporto integralmente:
<Gentili lettori, chi scrive è l'autore dell'articolo così duramente contestato nei commenti. Mi spiace per le reazioni suscitate, non era mia intenzione offendere l'intelligenza di alcuno. Né io in quanto autore dell'articolo né il Giornale che ospita il mio pezzo ha mai sposato la tesi complottista. All'interno di una pagina dedicata ai 40 anni dall'allunaggio (con un'intervista molto seria a un astronauta del Programma Apollo) sè è deciso di aggiungere un pezzo nel quale si dà conto che il 20% degli americani hanno dubbi sulla missione del 1969. Per quanto folle sia il dato, rimane - a nostro avviso - una notizia curiosa. Nessuno di noi, qui al Giornale, crede alla truffa. Io per primo. Ho solo raccontato alcuni dei motivi per i quali molti - ancora oggi - hanno dei dubbi. Se l'articolo può sembrare in qualche modo "vicino" alle tesi della cospirazione (e non voleva esserlo), significa che ho sbagliato il taglio e l'approccio. In questo caso, chiedo scusa ai lettori.>

Lungi da me mettere in dubbio la buona fede del giornalista, ma bisogna ammettere che il taglio dell'articolo non è quello di "far sentire l'altra campana" bensì quello di instillare il dubbio nel lettore poco informato.
Riportare l'esistenza della teoria del complotto è lecita, ma il giornalista dovrebbe anche preoccuparsi di mostrare che le sue argomentazioni non reggono. A maggior ragione se, come egli stesso afferta, crede nell'avvenuto sbarco lunare.

martedì 7 luglio 2009

Arriva il caricabatteria universale per i telefoni cellulari

Uno dei drammi elettronici a cui un utente di telefonino può andare incontro è certamente la rottura del caricabatteria.
O avete la fortuna di avere un parente col telefono uguale o son noie. Com'è ben noto, i caricabatteria non sono intercambiabili fra le varie marche di telefonini e spesso anche all'interno delle stessa casa c'è incompatibilità per cui o mettete mano al portafogli per un nuovo caricabatteria oppure riesumate qualche residuato preistorico della telefonia mobile dai vostri cassetti (con inevitabile sfottò dei vostri amici più tecnologici).

La seccatura sembra tuttavia destinata a sparire visto che i maggiori produttori di telefonini hanno presentato alla Commisione Europea un Protocollo d'intesa (in inglese) per adottare un caricabatteria universale. Nella pagina troverete linkati anche la dichiarazione entusiasta del vice-presidente della Commisione oltre alla dichiarazione di intenti che include le specifiche tecniche del caricabatteria.
Le aziende firmatarie sono Apple, LG, Motorola, NEC, Nokia, Qualcomm, Research In Motion, Samsung, Sony Ericsson e Texas Instruments. Insomma, i colossi ci stanno tutti.

I vantaggi previsti sono notevoli:
  • possibilità di usare un solo caricabatteria per tutti i cellulari che si possiede
  • minore disagio nel caso il proprio caricabatteria si rompa dato che si può impiegare quello di un altro cellulare
  • riduzione dei rifiuti elettronici visto che, anche se si rompe il cellulare, il caricabatteria si può riutilizzare
  • possibilità di acquistare il solo cellulare con naturale riduzione del prezzo
  • adozione di uno standard comune che porterà ad avere caricabatteria più efficienti con minore consumo energetico (p.es. interrompere l'alimentazione una volta che la batteria è carica).
Nonostante il Protocollo riguardi il solo mercato europeo, essendo quello della telefonia un mercato mondiale è naturale che lo standard venga adottato in tutto il globo.
Non è escluso inoltre che la stessa filosofia venga applicata in futuro per altri dispositivi quali fotocamere, videocamere e computer portatili.

Il caricabatteria universale, che avrà lo spinotto micro-USB, dovrebbe debuttare sul mercato nel 2010.

lunedì 6 luglio 2009

The Sims 3 Design: downloadeggia la tua abitazione

Consentitemi di sfruttare questo piccolo angolo del web per un po' di sfacciata autopromozione familiare.

Nasce oggi The Sims 3 Design, blog dedicato al download delle abitazioni da usare in The Sims 3.
Architetto ed arredatrice di interni è mia sorella, vera appassionata del mondo Sims dal lontano 2000 per cui aspettatevi una florida produzione di abitazioni dai colori sgargianti con accostamenti cromatici che difficilmente avrete il coraggio di impiegare in una casa reale.

venerdì 3 luglio 2009

Mostro alieno nelle fogne! In realtà solo una palla di vermi

Sta avendo notevole popolarità su YouTube questo video in cui sono presenti, a detta di chi l'ha caricato, "forme di vita sconosciuta".
Nel video si vede quello che sembra un condotto fognario in cui delle palle gommose, viscide e decisamente inquietanti reagiscono alla presenza della telecamera.



La ripresa è stata effettuata nella città statunitense di Raleigh nel Nord Carolina.
Fortunatamente questa volta i giornali pare che non si siano buttati a capofitto sulla faccenda.
RaiNews24 sbatte allegramente lì il video senza fornire uno straccio di spiegazione parlando di "esseri viventi mostruosi", Libero scrive quattro paroline giusto per fare un pò di cornice al video e fare sensazione parlando di "Alieni? Esseri modificati geneticamente? Non è dato sapere ...", mentre Repubblica ha il buon gusto di riportare le dichiarazioni di alcuni biologi che parlano di normali colonie di vermi. Si tratterebbe di Tubifex che hanno la tendenza ad aggrovigliarsi come visibile in quest'altro video.



La presenza di tali vermi è abbastanza comune nelle fognature e non desta preoccupazioni per la salute umana. Vivi o essiccati, vengono utilizzati come mangime per pesci. Spesso non vengono nemmeno rimossi dalle fognature, fintanto che non bloccano il corso dell'acqua di scarico creando problemi allo smistamento dei fluidi.

Di diverso avviso circa l'identificazione dei vermiciattoli il biologo Thomas Kwak che parla di Briozoi piuttosto che di Tubifex. Comprensibile che ci sia disaccordo visto che l'analisi è basata puramente su questo video e non sulla raccolta di campioni ma in ogni caso non c'è nulla di sconosciuto o alieno.

Per approfondire la viscida faccenda eccovi la notizia su News14, giornale della Nord Carolina, e The News & Observer.

Ah, infine una sonora pernacchia (si scherza eh) a chiunque ho sentito dire che il video tratta una colonscopia. Non sono mai stato in un colon, ma non mi pare che esso sia un condotto perfettamente circolare, abbia giunture ed un rivoletto d'acqua sul fondo.


sabato 27 giugno 2009

Balle spaziali. Luna abitata ed asteroidi ad un palmo dal naso

Da quando bazzico maggiormente il mondo dell'informazione via web, non ho potuto fare a meno di notare le enormi panzane che vengono pubblicate da alcuni giornalisti, specialmente in settori scientifici.
Volendo mettere da parte le segnalazioni di UFO con tanto di foto (alcune rivelatesi ampiamente fasulle), parliamo di qualcosa di più noto e meno alieno: Luna, Marte, asteroidi e così via.

Il 14 giugno l'agenzia ADNKronos trattava della sonda giapponese Kaguya inviata verso la Luna per mapparne la superficie e che a fine missione è stata fatta precipitare sul nostro satellite. L'articolo dice che "il veicolo da tre tonnellate si è schiantato in un'area disabitata". E meno male aggiungo, non vorremo mica indispettire gli abitanti lunari gettandovi sopra la nostra spazzatura spaziale.
Spero vivamente che l'articolista creda che la sonda si sia schiantata sulla Terra. In tal caso si tratterebbe di non meno grave ignoranza, piuttosto che voli di fantasia, visto che la sonda si è schiantata sulla Luna con tanto di bagliore visibile da telescopio.
In una prima versione dell'articolo, si sosteneva che la sonda ha cambiato la toponomastica lunare, che è come dire che ha cambiato i nomi dei crateri e dei monti. In realtà, come è stato giustamente corretto, la sonda ha riscritto la topografia del luogo grazie a sensori avanzati che hanno consentito rilievi dettagliatissimi. Un buon vocabolario come prossimo regalo di Natale non sarebbe male.

Sempre ADNKronos il 22 giugno ci informa che a settembre un asteroide sfiorerà la Terra a 67 milioni di chilometri dalla Terra. Uhm, impressionante. Peccato che questa sia circa la stessa distanza media Terra-Marte (che tanto vicino non è) e ben superiore a quella Terra-Venere che è 45 milioni di chilometri.
Se questo asteroide ci 'sfiora', Venere che ci fa da migliaia di anni? La barba?
Inoltre tale asteroide sarebbe lo stesso che estinse i dinosauri ... eh? Scusate, ma che ha fatto, è rimbalzato sulla Terra per poi ritornare? E vi è rimasto qualche triceratopo incastrato sulla superficie per dire che è lo stesso?

A sto punto voi penserete "ok ok, abbiamo capito, ADNKronos non è affidabile". Peccato che la stessa notizia (con un mirabile copia-incolla) sia apparsa prima su Rai News 24. Segno di un modus operandi, ossia "spariamo vaccate che fanno notizia, tanto chi se ne frega anche se ci chiamiamo RAI"

Tiscali News pubblica un favoloso articolo dal titolo "La Nasa dichiara guerra alla Luna: c'è chi teme un contrattacco alieno". Ok, potete smettere di ridere.
La fonte è il sito web The Examiner, esempio del cosiddetto "giornalismo partecipativo", dove gli autori degli articoli non sono giornalisti, ma gente comune come me e voi. L'autore ha partorito altre perle come i legami tra cerchi nel grano e fine del mondo e un articolo intitolato "Fino ad un miliardo di esseri umani viene rapito dagli extraterrestri iperdimensionali e gli umani sono in uno stato di dissonanza cognitiva". Controllare meglio le fonti? No, ok no.

Assisto con enorme rammarico al declino di certo giornalismo che pubblica presunte notizione senza uno straccio di verifica. E non ci vuole una laurea in astrofisica per controllare che certi numeri sono completamente sballati. Spararla grossa per fare sensazione non è giornalismo, è un numero da circo.
E se questo è il modo di fare per argomenti tutto sommato frivoli, mi chiedo cosa ne sia di cronaca, politica e così via ...



martedì 23 giugno 2009

Ronzio della ventola del pc? Tra qualche anno potrà essere solo un ricordo.

Chiunque di voi avrà certamente notato il ronzio provenire del vostro amatissimo pc. E quasi tutti sapete che esso proviene dalla ventolina impiegata per raffreddare il processore che, lavorando costantemente per tenere tutto sotto controllo, è l'elemento che genera un botto di calore ed ha bisogno di stare sempre "fresco".

La ventolina è montata su un dissipatore di metallo (il pezzo grigio con le lamelle in figura) che è incollato sul processore. Il dissipatore assorbe il calore e viene raffreddato dalla ventola che tira via l'aria calda, facendo in modo che la temperatura non salga troppo col rischio di fondere il processore (e poi son dolori di pancia).

Nel corso del tempo sono nate soluzioni sempre più efficaci e visivamente spettacolari, con dei veri e propri tubi di rame necessari per distribuire meglio il calore evitando che si accumuli.


Si è poi passati al raffreddamento a liquido, simile per principio a quello impiegato nella vostra automobile. Il calore viene assorbito da un liquido che circola in dei tubi che viene poi raffreddato tramite una ventola. Sebbene più efficiente di un raffreddamento ad aria, tale sistema è più costoso e a meno che non siate dei giocatori che spremono la linfa vitale del processore, non ne sentirete mai il bisogno.

In ogni caso, c'è sempre una ventola che gira generando rumore. Se poi essa è malandata o piena di polvere, il ronzio può essere davvero disturbante.

Nel caso di un computer portatile, il raffreddamento è complicato dal fatto che lo spazio è ridotto. Spesso si vogliono portatili sottili sottili, per cui i vari componenti vengono addossati l'uno all'altro e la circolazione dell'aria è più ostacolata rispetto ad un computer da scrivania (i cosiddetti desktop).
Mentre per un desktop tipicamente il ronzio della ventola è costante, per un portatile esso diventa maggiore quando la macchina è messa sotto stress: il maggiore lavoro del processore ne alza la temperatura, per cui la ventola deve girare più velocemente per abbassare la temperatura. Questo anche per evitare la spiacevole sensazione di poggiare i polsi su una piastra per bistecche.

Ronzii e rumori vari sembrano però avere i giorni contati, grazie ad un innovativo sistema di raffreddamento ... senza ventola. Vi chiederete: e chi soffia? Giusta obiezione.

Nell'agosto del 2006 è giunta la notizia che ricercatori della Intel, in collaborazione con alcune università USA, hanno messo a punto un sistema di raffreddamento a "vento ionico". Dietro il nome altisonante c'è un concetto abbastanza semplice.
Applicando un'alta tensione ad un elettrodo (in soldoni, una punta di metallo) gli atomi di aria quali ossigeno ed azoto vengono ionizzati. Vuol dire che, se prima erano atomi neutri, diventano atomi carichi positivamente perchè viene loro strappato un elettrone e sono le palline gialle col simbolo +.

Gli ioni sentono l'influenza del campo elettrico tra gli elettrodi, ossia vengono respinti dal "corona electrode" che è carico anch'esso positivamente e vengono attratti dal "collector electrode" che li raccoglie, essendo carico negativamente. E' la stessa storia delle cariche dello stesso segno che si respingono e quelle di segno opposto che si attraggono. In tal modo, si riesce a creare un "vento di ioni", dato che essi si spostano. Gli ioni vanno a sbattere contro gli atomi d'aria calda (le palline verdi) e la trascinano via dalle zone ad alta temperatura, finendo col raffreddare i componenti.

Se tre anni fa questo era solo un passatempo da laboratorio, a maggio la Tessera (azienza dicroelettronica) è riuscita a sfruttare questo principio in un portatile vero e proprio. Il raffreddamento a vento ionico si è dimostrato migliore di quello classico a ventola oltre a consumare meno. Ed ha un vantaggio che ingolosisce tutti i possessori di portatile: non fa rumore, dato che non ci sono ventole. E già che c'è, potrebbe fare a meno anche del dissipatore che si piglia comunque il suo spazio.
Quelli della Tessera sono fiduciosi e pensano di riuscire a rendere il sistema vendibile entro il prossimo anno. Ci sono ancora dei problemi da risolvere come la tendenza degli elettrodi a consumarsi. Questo potrebbe guastare il sistema di raffreddamento portando alla rottura dei componenti critici, per cui si sta lavorando per trovare materiali più adatti e resistenti.

PS: Per i più curiosi, riporto i due articoli (in inglese) tratti da Technology Review usati come base per l'articolo del blog: Tiny Pump Cools Chips e A Laptop Cooled with Ionic Wind
Inoltre, mentre cercavo le immagini per arricchire questo intervento, mi sono imbattuto nella pubblicazione scientifica degli ingegneri della Tessera (in inglese anch'essa) che hanno modificato il portatile per verificare la bontà del raffreddamento a vento ionico. Non l'ho ancora letta, ma un'occhiata rapidissima rivela che è decisamente più tecnica e risulterà indigesta per alcuni palati. La pubblicazione è in formato pdf .