mercoledì 5 agosto 2009

Progetto Shipitus. Chi fa da sè, fa per 4. Anzi no, 5.

Sì, sono io e sto mangiando un limone con sguardo esterefatto.

Essendo oggi il mio compleanno, colgo l'occasione per farmi un regalo e pubblicizzare in questo minuscolo e sperduto angolo del web quella che è una mia malata creazione: gli Shipitus.

Gli Shipitus sono una band che gira videoclip usando come base canzoni di altri gruppi. In soldoni, mi chiudo in camera e faccio il pirla dinanzi la telecamera interpretando i ruoli dei diversi musicisti creando scene tragicomiche.

Il tutto nasce nell'ormai lontano febbraio 2007. Anselmo, mio amico di Torino conosciuto tramite forum, è il batterista di una band, i Tearsfall, che stava per pubblicare la loro seconda demo intitolata Love Kills.

La prima idea di creare un video sulle loro canzoni, venne a Ruben, amico comune di Roma. Gira 3 video, uno per canzone, in cui zompetta sul letto cantando e facendo finta di suonare la chitarra. Ispirato dall'idea, l'indomani decisi di girare un video su Bittersweet Rapture, il singolo apripista della demo, interpretando i 4 ruoli dei musicisti dando loro nomi di fantasia e tratti distintivi per caratterizzarli.

Nonostante la qualità non eccelsa, la monotonia delle inquadrature e la mancanza di playback (che avrebbe risparmiato parecchie otiti agli ascoltatori), Bittersweet Rapture ebbe un notevole successo tra i miei amici e sebbene verrà poi superato dal secondo video sotto molti aspetti, rimane una sorta di leggenda nel panorama delle vaccate da me partorite.

Eccovi il video e, per favore, abbassate il volume



Ok, potete rimuovere i tappi.

Incoraggiato dal positivo riscontro ed avendo più tempo a disposizione, 6 mesi dopo inizio la lavorazione del video per Gone. L'approccio in questo caso è totalmente diverso rispetto a Bittersweet Rapture. Mentre quest'ultimo è stato girato in un solo giorno, con solo 4 inquadrature ed è totalmente improvvisato, Gone ha richiesto 5 giorni di lavorazione (in particolare per la necessità di girare sempre al tramonto), ha una cinquantina di inquadrature diverse ed è completamente pianificato. Ogni singola scena è stata decisa in precedenza con un vero e proprio storyboard che ha subito piccole modifiche durante le riprese stesse, magari perchè casualmente qualche scena si era impreziosita.
Dato non trascurabile è l'aver eliminato la mia voce cantando in playback sul pezzo dei Tearsfall. Sinceramente ero molto soddisfatto del video (rarità!) e non mi andava di rovinarlo cantando.

Eccovi Gone, decisamente superiore a Bittersweet Rapture



Un anno dopo il primo video, quindi febbraio 2008, creai un backstage con tutti gli spezzoni di girato avanzato. I personaggi "shipitueschi" salgono a 5 visto che la voce narrante è Spooky (mio nickname sul web) regista dei video e produttore degli Shipitus, aumentando notevolmente i miei problemi di personalità multipla.
Il backstage è basato pressochè totalmente su Gone dato che per Bittersweet Rapture quasi tutto il girato è andato nel videoclip o non conteneva nulla di eccezionale. A detta di alcuni, il backstage è persino più esilarante dei videoclip stessi sia perché non mancano momenti di travolgente ilarità (io stesso ancora rido quando vedo le prove del batterista o le cadute multiple del bassista) sia perché il tutto viene impreziosito dalle scene di intermezzo in cui Spooky reagisce a quello che sta vedendo.

Il backstage dura 20 minuti circa ed è diviso in 3 parti. Perdonatemi se a volte ci sono ripetizioni in quello che dico, ma i testi sono improvvisati. Ovviamente sapevo cosa dovevo dire per introdurre la scena, ma non avevo un gobbo su cui leggere.







Per il futuro? Beh, posso annunciarvi che un nuovo video degli Shipitus ci sarà anche se non è dato sapere quando. Principalmente il problema è la mancanza di tempo (gli esami universitari iniziano a tormentarmi con le loro scadenze e l'età inizia a farsi sentire) quindi non so nemmeno fare previsioni di massima che mi dispiacerebbe disattendere.
L'idea di fondo è già pronta e credo di avere ancora qualche freccia nel mio arco per rendere il videoclip godibile anche se ripetersi diventa sempre più difficile.

Bon, se qualcuno ha trovato il progetto Shipitus di suo gradimento, me lo faccia sapere via commenti su YouTube o su questo blog.

Sarebbe un gradito regalo di compleanno :)

Grazie per l'attenzione.

lunedì 3 agosto 2009

Giove e i suoi satelliti dal mio balcone. Astrofilo alle prime armi.

Gli astrofili non inorridiscano, ma quando non si hanno i mezzi adatti e si è per di più un dilettante, questi sono i risultati. Tuttavia, abbastanza sorprendenti da costringermi a stare due ore di notte in boxer sul balcone per continuare ad osservare ancora. E ancora.

Quella orrenda macchia centrale è Giove, chiaramente visibile nei nostri cieli serali. E' una "stella" molto luminosa e la trovate alla sinistra della Luna. Prima di consultare la mappa celeste con Stellarium, un software gratuito davvero ben fatto ed intuitivo, credevo fosse Venere che in realtà, in questo periodo, è dalla parte opposta del cielo.

Come potete vedere, sono riuscito a beccare i 4 satelliti galileiani di Giove ossia quelli scoperti da Galileo nel 1610. Vi assicuro che senza fotocamera, la qualità dell'immagine è molto migliore e Giove somiglia più ad un cerchio che ad un uovo. Inoltre, non visibile nella foto per via della bassa qualità, accanto ad Europa era visibile anche una stella, la HIP 107302, che proprio stanotte verrà eclissata da Giove. Devo dire che vedere questo trenino di 6 "stelle" che si spostano è stato davvero emozionanete.
Per un pò di astrofotografia seria, questa è una foto fatta con mezzi e capacità migliori di Giove ed i suoi satelliti

Bene, perchè la mia foto è così orribile?

Come dissi al mio professore di Progetti Elettronici all'università, presentando un circuito che non faceva al 100% il suo lavoro, "non funziona bene ma so dirvi tutti le ragioni". E forse c'è da imparare di più rispetto ad un lavoro ben riuscito.

Innanzitutto, l'accoppiamento fotocamera-telescopio realizzato nel modo più spartano possibile. Quello che ho fatto è stato semplicemente fissare la fotocamera sull'oculare con dello scotch creando un corpo unico. Devo dire che il tutto è abbastanza stabile, ma questo pone seri problemi di messa a fuoco anche perché mentre con il solo occhio i satelliti si vedono, nel display della fotocamera spariscono ed è difficile capire quando la messa a fuoco è ottimale.
Inoltre, affinchè i satelliti siano visibili nella foto, è stato necessario allungare il tempo di esposizione, ossia lasciare aperto l'obiettivo delle fotocamera per un paio di secondi. In questo modo si consente di catturare più luce, necessario per oggetti poco luminosi come i satelliti. Il rovescio della medaglia è che oggetti molto luminosi, come Giove, diventano delle macchie indistinte.
Problema minore che ho avuto è il tremolio del telescopio. Il doppio autoscatto della fotocamera mi consente di fare una foto dopo ben 20 secondi, sufficienti per far smettere di tremare il tutto in modo evidente.
Non trascurabile è invece lo spostamento degli oggetti nel cielo. Sebbene sembrino immobili, nell'oculare del telescopio si riesce chiaramente a vedere come gli astri corrano nel cielo.
E' grazie a questo fenomeno che è possibile ottenere foto come questa in basso dove, lasciano aperto l'obiettivo della fotocamera per ore, le stelle tracciano il loro cammino man mano che la volta celeste ruota.


Telescopi di qualità, anche non costosissimo, hanno un sistema che consente di seguire le stelle nel loro spostamento. In tal modo si evitano foto mosse e tale sistema è assolutamente necessario per lunghe esposizioni, come l'osservazione di galassie ed altri oggetti poco luminosi.

Il mio telescopio inoltre non è certo l'ultimo prodotto tecnologico. E' un Konus Perseo comprato circa 15 anni fa (tanto vecchio che non ne trovo foto in rete) con un diametro di 60mm ed una focale di 910mm. Agli astrofili questi numeri diranno certamente molto, a me che sto entrando lentamente nel mondo dell'osservazione stellare, fanno capire che con una spesa non eccessiva si riesce a portare a casa di molto meglio.

Altro fattore negativo è stata la presenza della Luna nel cielo che, essendo molto luminosa, "spegne" le stelle più deboli. Quanto più nero è il cielo, tanto più si vedono oggetti poco luminosi.
Il colpo di grazia è certamente rappresentato dall'illuminazione stradale, ho un malefico lampione proprio di fronte casa.

Tuttavia a pochi chilometri da qui, su una montagna, l'inquinamento luminoso è pressocchè nullo per cui spero di ottenere migliori osservazioni dei satelliti nei prossimi giorni anche se sarò comunque disturbato dalla Luna.

PS: la notte delle Perseidi, sarò in montagna per godermi lo spettacolo delle stelle cadenti eda approfitterò del basso inquinamento luminoso per qualche osservazione. Qualche astrofilo, conoscendo il telescopio che possiedo e mettendo in conto che non posso fare spese per nuovi accessori, saprebbe dirmi altri oggetti da osservare con soddisfazione? Qualche dritta per fare foto migliori? Grazie :)

mercoledì 29 luglio 2009

LRO - Apollo 11. Anche in questo caso i crateri combaciano

Si ringrazia Gabriele per il contributo a questo articolo.

Circa 10 giorni fa mi ero occupato delle immagini mandate dalla sonda LRO che sta orbitando attualmente intorno alla Luna al fine di compiere misurazioni in previsione di futuri sbarchi umani. In particolare, come potete leggere in questo articolo, la sonda spaziale ha fotografato i luoghi degli sbarchi delle missioni Apollo con tanto di stadio di discesa del modulo lunare e impronte degli astronauti (per la missione Apollo 14).

La speranza che tali immagini fossero un ulteriore chiodo nella bara del complotto lunare, secondo il quale non siamo mai stati sulla Luna (o almeno non con l'Apollo 11), si è rivelata vana. Subito hanno iniziato a circolare voci circa l'autenticità di tali fotografie alle cui obiezioni è facile rispondere come potete leggere in quest'altro articolo da me pubblicato due giorni dopo.

In quell'occasione riportai due immagini create dall'utente Gabriele che si era preso la briga di confrontare, per la missione Apollo 14, la posizione dei crateri tra la foto dell'LRO ed il video del decollo dal suolo lunare.
Le riporto nuovamente per farvi apprezzare come ci sia corrispondenza perfetta:
Gabriele ha proseguito il suo prezioso lavoro e si è concentrato sulla ben più famosa missione Apollo 11, la prima a portare degli uomini sulla Luna. Eccovi l'immagine:
In questo caso per effettuare un confronto esauriente è necessario prendere diversi fotogrammi del video dell'epoca. Infatti il modulo lunare dell'Apollo 11 (chiamato Eagle) non si è avvicinato alla superficie lunare muovendosi solo in verticale tipo elicottero, ma si spostava anche orizzontalmente dato che Neil Armstrong, che era ai comandi dell'Eagle, era alla ricerca di un buon punto per l'allunnaggio.
Il terreno "scorre" nell'inquadratura man mano che l'Eagle scende e si sposta lateralmente quindi abbiamo diversi fotogrammi in modo da coprire un'area più vasta e rendere il confronto più agevole e completo.

Tra i punti peculiari messi in evidenza abbiamo un cratere allungato #3, un doppio cratere #4, un vistoso cratere #7 ed un altro doppio cratere #8. Il cratere #9 è meno evidente nella foto dell'LRO a causa della diversa incidenza della luce, motivo per cui le ombre sembrano non combaciare.

Il cospirazionismo non finirà mai, lo so bene, ma intanto io un altro chiodo nella bara ce lo metto volentieri.

sabato 25 luglio 2009

Giove si becca una pallottola spaziale. E per il 2012 ...

Il 19 luglio l'astrofilo dilettante Anthony Wesley stava quasi per abbandonare la sua postazione a causa dell poca visibilità che comprometteva la sua osservazione di Giove. Tuttavia decise di prolungare di mezz'ora la sessione e ciò gli riserverà una gradita sorpresa.

Quello che vedete in alto è Giove in una foto scattata da Wesley stesso col suo telescopio e come potete notare, in prossimità del bordo superiore c'è una macchiolina nera. Ebbene Wesley è stato il primo ad osservarla in quanto è il risultato dell'impatto di una cometa o di un asteroide.
Wesley non ha capito di cosa si trattasse, come potete leggere nel suo resoconto in questa pagina. Infatti ha prima ipotizzato che fosse una tempesta atmosferica (come la famosa Macchia Rossa di Giove), poi il satellite Callisto oppure l'ombra di un altro satellite.
Tuttavia il fatto che la macchia nera si spostasse insieme a Giove gli hanno fatto intuire correttamente che fosse qualcosa sulla faccia del pianeta stesso piuttosto che un'ombra proiettata da qualcos'altro. Giove infatti ha un periodo di rotazione abbastanza breve (circa 10 ore) per cui osservandolo per alcune ore si riesce ad apprezzarne la rotazione.

La presenza della macchia è stata poi confermata in questa pagina dalla NASA, contattata da Wesley stesso per segnalare il fenomeno, che ha prontamente puntato il telescopio spaziale Hubble in direzione del pianeta ottenendo l'immagine in basso.

Dal telescopio Keck delle isole Hawaii arriva invece questa immagine all'infrarosso.

Ovviamente i giornali, tra cui Repubblica, non potevano esimersi dal riportare qualche inesattezza, infatti indicano erroneamente che "un'altra cometa stavolta di dimensioni simili alla terra ha colpito Giove causando una colossale cicatrice sulla superficie del gigante gassoso".
In realtà è la macchia ad avere le dimensioni del nostro pianeta come indicato dall'astronomo Leigh Fletcher in questo articolo mentre l'oggetto che ha impattato non era molto grosso difatti nella pagina NASA linkata in precedenza si parla di una larghezza di "diversi campi di football".

Sempre Repubblica pubblica un'immagine in questa pagina corredata da una didascalia a mio avviso fuorviante. Infatti la foto è agli infrarossi e non riprende il momento dell'impatto come si lascia intendere. Esso infatti non è stato visibile, altrimenti dovremmo dedurre che Giove stia esplodendo visto che sprizza fuoco e fiamme dal polo e dall'equatore. La macchia nella realtà è nera, come nelle prime due foto di questo articolo.

Tuttavia, nonostante l'impatto non sia stato osservato, c'è un famoso precedente, ossia quello della cometa Shoemaker-Levy 9.
Essa destò la curiosità degli astronomi in quanto, a differenza delle altre comete, non orbitava intorno al Sole bensì intorno a Giove. Studiandone l'orbita si previde, con mesi di anticipo, che essa sarebbe caduta su Giove nel luglio 1994 per cui numerosi telescopi furono puntati verso il pianeta in quanto sarebbe stata la prima occassione per osservare una collisione di tale portata tra corpi celesti.
La cometa si frantumò in diversi pezzi prima di colpire Giove a causa della forte gravità del pianeta come si può vedere nell'immagine in basso.

Nonostante i frammenti maggiori non superassero i 2 km di ampiezza, le macchie nere lasciate nell'atmosfera di Giove furono di dimensioni considerevoli, anche più grandi della macchia scoperta recentemente da Wesley. Nell'immagine in basso, potete vedere i risultati della serie di impatti.

L'impatto, oltre che tremendamente affascinante, consentì anche di studiare gli strati inferiori dell'atmosfera di Giove, di solito coperti da quelli superiori, che vennero espulsi dai frammenti della cometa, un po' come l'acqua che viene lanciata verso l'alto da un sasso che cade in uno stagno.

La forte gravità del pianeta, un uomo di 70kg ne peserebbe 160 su Giove, è molto utile per noi terrestri in quanto esso funge da spazzino spaziale, attirando bolidi provenienti dalle zone esterne del Sistema Solare e viene inoltre sfruttata per mandare le sonde nello spazio profondo senza eccessivo consumo di carburante dato che funge da fionda.

Vorrei infine muovere una critica a tutti quei giornali e siti che riportano titoli come "Un dilettante frega la NASA" e robe simili. Lungi da me mettere in dubbio le qualità e la conoscenza del signor Wesley, che troverei certamente invidiabili, ma egli non ha fregato nessuno. Semplicemente ha guardato il posto giusto al momento giusto mentre gli altri no perchè impegnati a fare altro, mica era una gara a chi trovava prima la macchia.
E' come se voi vi piazzaste sul ciglio di una strada con l'intenzione di scattare foto a tutti quelli che superano il limite di velocità mentre gli autovelox sono in opera da qualche altra parte. Direste che avete fregato i carabinieri?

Vorrei concludere con una nota circa il famigerato 21 dicembre 2012. Mi ero promesso di non parlarne perchè trovo tutta la storia una grandissima boiata (senza mezzi termini) utile solo a pubblicizzare il film 2012 catastrofico in uscita a novembre, ma alla luce di questa scoperta mi viene spontaneo fare un riflessione. Tutti quanti avrete sentito la storia del calendario Maya che finisce per quella data con conseguente fine dell mondo, catasfroti planetarie, inversione dei poli e robe simili. Tutto ciò sarebbe causato da un misterioso pianeta chiamato Nibiru noto sin dall'antichità.
Ora, a parte il trascurabile dato che i Maya NON si aspettavano la fine del mondo (esistono infatti iscrizioni con date successive al 21/12/2012) e che il loro calendario ricominciava (come il nostro finisce e riparte il 31 dicembre), il pianeta Nibiru non è stato osservato.
La teoria catastrofista vuole che esso abbia una massa 3 volte superiore a Giove (che ha una massa circa 300 volte superiore a quella della Terra, giusto per capirci) e che la NASA con la compicità dei governi di tutto il mondo lo tiene nascosto al pubblico perchè altrimenti sarebbe il panico, l'anarchia e bla bla bla.

Ebbene, Galileo con un cannocchiale per nulla comparabile ai telescopi odierni, scoprì 4 satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto) che, in condizioni eccezionali, sono persino visibili ad occhio nudo come in questa foto. Sono quei puntini luminosi intorno alla "stella" (che è Giove appunto) in basso a destra.
Oggi abbiamo un astrofilo dilettante che osserva gli effetti dovuti ad un corpo celeste grande nemmeno un chilometro.
Quanto è credibile che un pianeta come Nibiru che fra circa 3 anni (un tempo insignificante astronomicamente) è talmente vicino da distruggere la Terra con la sua influenza e di cui si è persino calcolata la presunta orbita non sia stato ancora osservato manco da mezza persona?

Appunto.

Ah, lessi sui siti dedicati che sarebbe stato visibile ad occhio nudo (!) nella primavera di quest'anno. Infatti, lo abbiamo visto tutti.

giovedì 23 luglio 2009

Randy Pausch 1960-2008. Un esempio di vita

Dio benedica Facebook. C'è chi lo usa per spiare le vite degli altri e chi lo usa più utilmente per condividere contenuti ed informazioni. Dio benedica anche i secondi perchè nello sterminato mondo di internet si rischia di ignorare persone, fatti e notizie che vale la pena di conoscere.


Nato nel 1960, si laurea in informatica nel 1982 alla Brown University di Providence ed ottiene il dottorato nel 1988 alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Dal 1988 al 1997 è professore di informatica all'Università della Virgina per poi tornare alla Carnegie Mellon dove terrà per 10 anni il corso di Building Virtual Worlds circa la realtà virtuale e l'interazione uomo-computer.
Morirà nel luglio del 2008 a causa di un cancro al pancreas diagnosticatogli circa due anni prima.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con la Walt Disney Imaginery per la realizzazione di attrazioni da luna park, Google, Adobe, Xerox ed Electronic Arts (casa di produzione di videogiochi del calibro di The Sims, la serie calcistica FIFA e Medal Of Honor).

Certamente poco noto al grande pubblico per i suoi consegumenti accademici e lavorativi, Pausch diventa una celebrità locale quando il 18 settembre 2007 tiene alla Carnegie Mellon una lezione dal titolo "The Last Lecture" ossia "l'ultima lezione".
In quel periodo all'università venivano tenute una serie di lezioni basate su un concetto tanto semplice quanto amletico per un professore: ipotizzando che dobbiate morire, quale sarebbero gli ultimi insegnamenti che vorreste trasmettere ai vostri studenti?
Nel caso di Pausch, non era un ipotesi. Da un anno circa lottava contro il cancro, inizialmente ed apparentemente sconfitto, che è tornato a colpire inesorabilmente nell'agosto del 2007. I medici gli garantirono 3-6 mesi di buona salute. Pausch quindi incentrò la sua lezione sul realizzare i propri sogni d'infanzia e come aiutare la gente intorno a sè a fare lo stesso. In realtà la lezione di Pausch va vista in chiave totalmente diversa come egli stesso svela alla fine: un insegnamento rivolto ai suoi tre figli sul come vivere la propria vita.

Grazie a Facebook vengo a conoscenza del video riportato in basso. Si tratta dell'intervento di Pausch all'Oprah Winfrey Show (la Winfrey è televisivamente la De Filippi USA) del 22 ottobre 2007. Il video dura 10 minuti ed è un sunto molto breve della lezione tenuta all'università.



Di sicuro impatto emotivo (ho pianto in diversi passaggi, lo ammetto), le parole di Pausch sono tanto "scontate" quanto sorprendenti. Ognuno di noi ha sentito gli insegnamenti di Pausch nella propria vita almeno una volta: chiedere scusa, addossarsi le proprie colpe, mostrare gratitudine, affrontare le difficoltà senza lamentarsi, non scoraggiarsi.
Nulla di nuovo sotto al cielo, ma in quanti lo facciamo? E in quanti vorremmo avere il suo vigore, il suo ottimismo, la sua capacità di non buttarsi a terra nonostante vada incontro a morte certa e prematura?
Condite deliziosamente con l'ironia, l'umorismo, la saggezza e lo straripante carisma di un uomo che sta per morire lasciando moglie e tre figli piccoli, questi insegnamenti "banali" e "scontati" assumono una dimensione totalmente nuova. Ci fanno vergognare dell'ultima volta che ci siamo svaccati un giorno intero sul letto per un flebile mal di stomaco.

L'intervento di Pausch soffre però dei ristretti tempi televisivi e non si ha la possibilità di apprezzare pienamente l'uomo al suo meglio. Per cui vi invito a visionare la lezione tenuta all'università, che dura circa un'ora, a questo indirizzo (sottotitoli in italiano).

Pausch tenne un'altra interessante lezione il 27 novembre 2007 dal titolo "Time Management" dedicata a come organizzare meglio il proprio tempo per vivere al meglio la propria vita. E detto da lui ...
Disponibile a questo indirizzo, la veloce e serrata sottotitolatura in inglese (Pausch parla rapidamente) può risultare di impiccio per la comprensione di qualche passaggio a gente poco allenata come me. In ogni caso vale la pena di seguire la lezione solo per apprezzare ancora una volta lo spirito di Pausch e la sua squisita dialettica. E' il tipo di persona che potresti osservare rapito per ore mentre recita la propria lista della spesa.

Nel maggio del 2008, due mesi prima di morire, Pausch intervenne durante la cerimonia di consegna delle lauree alla Carnegie Mellon (video in basso sottotitolato in italiano). L'affaticamento dovuto alla malattia unito alla solita saggezza ne fanno, a mio avviso, un momento molto toccante e, a suo modo, incoraggiante.



Per chi fosse interessato agli insegnamenti accademici di Pausch, in questa pagina del professore Gabriel Robins, amico ed allievo di Pausch all'Università della Virgina, sono riportati numerosi video circa la realtà virtuale, oltre alle lezioni linkate in precedenza. Su YouTube inoltre sono disponibili numerose interviste del professore.

Ed ora, qualcuno dica che Facebook non serve ad una mazza. A me ha fatto conoscere un grande uomo.

Tanto basta.

"We don't beat the Reaper by living longer. We beat the Reaper by living well and living fully ... It is not the things we do in life that we regret on our death bed, it is the things we do not"

lunedì 20 luglio 2009

Ombre anomale e crateri non combacianti? Solo per i complottisti

Qualcuno di voi pensava che le immagini resituiteci dalla sonda LRO smontassero definitivamente il complottisto lunare? Bene, quanto viene al chilo il vostro ottimismo? Ne gradirei un paio di etti.

Per chi non ha idea di cosa sto parlando, vi invito a dare un'occhiata a questo articolo pubblicato un paio di giorni fa. Tratta della sonda lunare LRO inviata per studiare in dettaglio la superficie del nostro satellite in vista di futuri sbarchi ed insediamenti umani. Oltre che crateri e promontori vari, la sonda ha fotografato i luoghi degli allunaggi delle passate missioni Apollo con tanto di stadio di discesa del modulo lunare (la navicella usata per allunare), strumentazione etracce degli astronauti, come riportato nell'immagine in basso.

I sostenitori del complotto lunare, secondo il quale fu tutta una messinscena della NASA per vincere la corsa dello spazio contro i sovietici (che a quanto pare godono a fare la parte degli sconfitti non accusando gli USA), sostengono che tali foto siano false.

Due le obiezioni che ho letto in giro per i blog in rete: le ombre sono anomale ed le posizioni dei crateri non combaciano con i filmati dell'epoca.

Quella che vedete in basso è un particolare della superficie lunare in cui è visibile lo stadio di discesa del modulo lunare dell'Apollo 11. E' la macchiolina bianca indicata dalla freccia che proietta una lunga ombra, segno di sole basso sull'orizzonte lunare.

I complottisti sostengono che la foto è falsa in quanto l'ombra del modulo è verso destra, mentre quella nei crateri è verso sinistra, ma è così che deve essere se ci pensate un secondo.
Per convincervene appieno osservate la foto in basso del cratere meteoritico Baringer in Arizona. Cliccate QUI per una versione a tutto schermo.

Osservate come in basso sul centro-destra ci sia una costruzione che proietta l'ombra verso destra, mentre quella nel cratere è nella parte sinistra del buco. Ciò accade in quanto è il bordo più vicino al sole a proiettare l'ombra.
Qualcuno starà pensando, ma una foto meno sfuocata no eh? In realtà l'immagine è stereoscopica ossia, indossando quei particolari occhialini con le lenti rosso-blu, dovreste vedere l'immagine in 3D. Io non li possiedo (non ancora almeno) ma spero che qualcuno di voi li abbia per godersi la visione.

Passiamo alla seconda obiezione dei complottisti. Essi affermano che tra i filmati dell'epoca (falsi a loro dire) e le foto restituiteci dall'LRO le posizioni dei crateri non combaciano.
Un secondo, un secondo, piccola digressione. Se le foto LRO sono false, allora quelli della NASA sono doppiamente cretini. Non solo spacciano per vere le foto dell'LRO (ignorando che anche i giapponesi ed i russi hanno mappe lunari) ma non si prendono nemmeno la briga di falsificarle alla stessa maniera, usando lo stesso modellino di polistirolo per simulare il suolo lunare che avrebbero usato nel 1969. Possibile che alla NASA, che hanno mandato sonde su Marte, siano così idioti?
Se invece le foto dell'LRO sono vere, allora ogni discussione circa le ombre anomale non ha senso di esistere.
Insomma, se i sostenitori del complottismo lunare hanno la pretersa di ergersi a depositari della verità, mentre gli altri sono tutti boccaloni che credono a quei farabutti della NASA, dovrebbero innanzitutto mettersi d'accordo tra di loro. Le foto dell'LRO sono vere o false? Voglio dire, se è così evidente che è tutta una farsa, perchè ci sono diverse versioni?
La spiegazione è semplice. Dato che i complottisti non diranno mai "ok, abbiamo sbagliato tutto" l'ossessiva voglia di trovare qualcosa di anomalo a sostegno della propria teoria porta ad appigliarsi a qualunque stranezza partorendo tali assurdi logici: "le ombre sono opposte, foto false!" e "i crateri non combaciano, i filmati Apollo erano falsi e queste foto sono vere!".

In realtà i crateri combaciano eccome se si ha un pò di voglia di andare a fondo con le analisi. L'utente Gabriele (che ringrazio per il permesso di pubblicare il suo lavoro) si è preso la briga di confrontare per la missione Apollo 14 (1971, la terza missione ad allunare) la foto dell'LRO ed il filmato dell'epoca del modulo lunare che decolla dalla Luna che potete visionare QUI.

Eccovi i link dei suoi confronti in cui potete vedere come la posizione dei crateri sia esattamente la stessa:
Notate anche come tra foto dell'LRO e fotogramma del video le ombre siano dirette in direzioni diverse, segno che l'LRO non ha scattato la foto alla stessa ora della partenza dell'Apollo 14.

Insomma, anche in questo caso le obiezioni dei complottisti cadono miseramente con un pò di analidi dei documenti.

Vi ricordo che oggi cade il quarantennale del primo allunaggio, per cui colgo l'occasione per risegnalarvi il sito WeChooseMoon che ripropone l'evento mandando in streaming le comunicazioni audio dell'epoca oltre a materiale vario come foto e video. Nel momento in cui chiudo questo articolo (15:05) mancano circa 7 ore e 10 minuti all'allunaggio.

Vorrei inoltre ringraziare tutti i lettori di questo blog. Oggi supererò le 1000 visite ed è un traguardo che non avrei minimamente immaginato di poter raggiungere (e superare) mesi addietro. Spero di riuscire a tenere l'attenzione dei lettori ad un livello accettabile anche in futuro. Grazie ancora :-)


sabato 18 luglio 2009

Sonda lunare mostra i luoghi degli sbarchi. Fine del complottismo?

Il 18 giugno dalla stazione spaziale di Cape Canaveral, la NASA ha inviato verso la Luna la sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter). Si tratta in sostanza di un velivolo spaziale che sta attualmente orbitando intorno al nostro satellite per una serie di interessanti esperimenti.

Nonostante non sia lo scopo principale della missione, suscita notevole meraviglia nel mio animo da astrofilo ultra-dilettante il fatto che le telecamere dell'LRO abbiano immortalato i moduli lunari di 5 delle 6 missioni Apollo che hanno portato esseri umani sulla Luna. Nella foto, una mappa che indica i luoghi degli sbarchi.

Nella foto in basso potete notare al centro dell'immagine un punto chiaro (indicato dalla freccia) che proietta una lunga ombra. Ebbene quello è il modulo lunare dell'Apollo 11, la missione del primo uomo sulla Luna.

Per una vista completa dell'area, presa dal sito della NASA, cliccate QUI.

Il modulo lunare, detto anche LEM o LM, è la navicella con la quale gli astronauti sono sbarcati sulla Luna. Per riferirci alla nota missione Apollo 11 mentre Michael Collins rimaneva in orbita intorno alla Luna nel Modulo di Comando e Servizio (foto in basso), che sarebbe servito anche per il rientro a Terra, Buzz Aldrin e Neil Armstrong atterravano col modulo lunare.

Esso era composto grossolanamente da due parti come potete vedere nel disegno in basso: uno stadio di discesa per atterrare (la metà con le "zampe") ed uno stadio di ascesa per decollare e ricongiungersi al Modulo di Comando e Servizio.
Quelli che la LRO ha fotografato sono appunto gli stadi di discesa delle varie missioni Apollo rimasti sulla Luna.
Per un magnifico colpo di fortuna, l'illuminazione propizia consente di vedere per la missione Apollo 14 (1971) anche degli strumenti oltre alle tracce degli astronauti che delineano un tenue percorso tra il modulo lunare e la strumentazione stessa.

La buona notizia è che l'LRO ancora non ha raggiunto la quota di volo prevista che è più bassa di quella che aveva quando ha scattato queste foto tra l'11 ed il 15 luglio. In sostanza ci si aspetta che le prossime foto siano di qualità migliore con un ingrandimento di 2-3 volte. Attendo trepidante.

Per le immagini relative alle altre missioni lunari, oltre a maggiori dettagli su quanto ha ripreso l'LRO, vi invito a consultare questa pagina della NASA.

Dubito che questo metta fine alle teorie del complotto lunare. La mia piccola esperienza nel campo mi dice che ci sarà sempre un'obiezione che un complottista muoverà ad ogni vostra spiegazione. Anche se prendessimo un complottista, lo facessimo salire su uno Shuttle per poi sbarcare sulla Luna e vedere con i propri occhi, direbbe che il modulo lunare è stato messo lì in seguito per alimentare il complotto.
Nel caso delle immagini dell'LRO prevedo obiezioni a scelta tra 1) le foto sono falsificate 2) quelli non sono i moduli lunari 3) quella non è la Luna 4) la Luna non esiste.

Un paio di paroline doverose sul reale compito della missione LRO. Si parla insistentemente di un ritorno dell'uomo sulla Luna nei prossimi anni come test per una futura e ardita missione su Marte. L'intenzione è costruire insediamenti umani sulla Luna come basi scientifiche per cui è necessaria una migliore conoscenza del nostro satellite per garantire la sicurezza degli astronauti e la fattibilità della missione.
L'LRO ha a bordo diversi strumenti che consentiranno di analizzare il suolo lunare con maggiore dettaglio (per l'interpretazione delle sigle degli strumenti potete fare riferimento alla voce di Wikipedia).
Zone perennemente in ombra, come il fondo di alcuni crateri, potrebbero contenere acqua ghiacciata usabile dagli astronauti. Le vette di montagne che ricevono molta luce possono essere il luogo ideale per installare pannelli solari che forniscono energia.

Uno strumento dell'LRO, chiamato CRaTER, si preoccuperà di misurare l'intensità delle radiazioni, uno dei tanti nemici che gli uomini devono affrontare al di fuori dell'atmosfera terrestre. Lo farà con dei rivelatori di silicio (non sapete quanto è gratificante sapere che una roba che studi sta su una sonda NASA) e contiene anche una particolare plastica che simula la pelle ed i muscoli umani per analizzare l'effetto delle radiazioni sui tessuti.
Piccola curiosità. Uno degli strumenti, precisamente il LEND che si occupa di rivelare i neutroni emessi dalla Luna, è stato sviluppato all'Istituto di Ricerca Spaziale di Mosca. Fa un pò sensazione.

Per chi volesse approfondire la questione, linko le pagine della NASA che sono servite da base per questo articolo:
PS: chiedo venia agli astrofili se ho riportato qualche inesattezza circa le missioni Apollo, ma è da poco che mi interesso dell'argomento Luna al di là del mero complotto. Sarò ben lieto di apportare le dovute correzioni se necessario. Grazie per la collaborazione.